Nella seconda quindicina di luglio ricevo una telefonata dalla Telecom che mi informa che finalmente la nostra zona (Grugliasco) è servita dalla linea adsl 20 mega. L’operatrice mi elenca tutti i vantaggi del servizio, in particolare la possibilità di collegare fino a 5 computer in modalità wirless e l’offerta del decoder per l’home tv . Il tutto per pochi euro in più al mese. Decido di accettare, e quindi mi viene detto che a breve sarei stata contattata da un tecnico. Non avremmo dovuto occuparci di nulla. Nessuno mi avverte che dopo pochi giorni dal mio SI telefonico io avrei avuto la mia vecchia linea a 4 mega interrotta per una ventina di giorni!
Parto tranquilla per una settimana di ferie, e in quei giorni vengo contattata da un tecnico, al quale tranquillamente dico di richiamarmi dopo ferragosto. Ritornati il 7 agosto, ci accorgiamo di non poterci connettere in rete, pensiamo ad un guasto e facciamo una segnalazione: ci viene risposto che nell’arco di due giorni il problema si sarebbe risolto. Dopo due giorni ricontattiamo il 187, ma la risposta questa volta è diversa: ci dicono che avendo scelto Alice 20 mega la nostra linea è stata interrotta perché deve essere spostata. Facciamo presente con disappunto di non essere stati avvertiti, continuiamo nei giorni successivi a sollecitare un intervento, ricevendo sempre risposte diverse ed ambigue. Passano giorni e settimane, il danno professionale provocato dal disservizio per entrambi è notevole, nessun tecnico ci contatta fino a venerdì 18 agosto. Il tecnico che telefona ci vuole in casa entro mezz’ora, purtroppo siamo troppo lontani (…) e dobbiamo pertanto accettare un appuntamento per il lunedì successivo (21 agosto) per le ore 14,00. Siamo però avvertiti che è necessario che la presa telefonica sia vicina al televisore (ma non dovevamo non fare nulla??) e così trascorriamo la serata a fare spostamenti di cavi e buchi nei muri.
Alle ore 16,30 del lunedì nessuno ci aveva ancora contattati…Arrivati intorno alle 16,45 i tecnici iniziano l’installazione ma scoprono subito che ci sono problemi sulla linea: vanno e vengono dalla centrale a casa nostra, poi dichiarano di dover tornare il giorno successivo.
Il mattino seguente si ripresentano, proseguono l’installazione ma qualcosa non funziona sui due computer macintosh che non riescono a “vedere” il modem. Per il terzo computer (un pc) paiono non esserci problemi , così come per l’home tv. Per risolvere il problema sui macintosh vengono fatte decine di telefonate alla ricerca di qualcuno che ci capisca qualcosa, e finalmente si rintraccia un collega che ha già fatto collegamenti su questa tipologia di computer. Si rimanda tutto al pomeriggio, il tecnico torna con “l’esperto” e dopo due ore si è al punto di partenza. Se ne vanno dichiarando che il problema è nostro e quindi tocca a noi chiamare l’assistenza mac.
Dopo un’ora anche il collegamento del pc e l’home tv “saltano”, non funziona più nulla.
Ricomincia il rosario di telefonate: dal 187 dichiarano che il problema è a Roma (??) e che verrà risolto entro il giorno successivo, al 800187800 ho la brutta avventura di imbattermi nel peggior operatore della serie, che prima mi dice “perché non si compra tre xp? Il mac è obsoleto” e alla mia risposta pacata (“i mac sono piuttosto evoluti”) mi apostrofa in malo modo dicendo che se sono così esperta posso farmi l’assistenza da sola. Inoltre il soggetto dichiara di non poter inoltrare alcuna richiesta di intervento per le successive 48 ore. Presi da vera disperazione ricontattiamo il 187…
Riceviamo una chiamata da Bergamo, dove un tecnico che pare capirci qualcosa dichiara che è stato fatto un bel casino, sbagliando la commutazione della linea. Fa qualche tentativo da lontano (???) e per magia i due mac “vedono” il modem, ma nulla più, nessuna connessione, niente home tv. L’uomo di Bergamo ci promette che farà lui la segnalazione e che chiederà di essere contattato dai tecnici di zona.
Siamo arrivati a mercoledì 23 agosto, mattinata trascorsa in casa in attesa di una telefonata che non viene. Alle 16 i tecnici chiamano, dichiarano di aver sistemato la linea e di tornare con un nuovo modem. Così è, altre 2 ore di intervento,ma nulla, la linea non regge, La zona non è servita, l’offerta non aveva quindi fondamento. Abbiamo dovuto ripristinarci da soli il vecchio modem ethernet, e come unica soddisfazione abbiamo avuto il ripristino della nostra vecchia line a 4 mega ( che strano, per spostarla dai 4 ai 20 ci sono voluti 20 giorni, mentre per ripristinarla sono bastati 20 minuti, i misteri della tecnologia!)
E ora? Che bolletta pagheremo? Stai a vedere che poi gli risulta che abbiamo la 20 mega, e ci tocca pure fare disdette su disdette, e ci fanno pagare il mese di collegamento non avuto?!!!
p.s. dopo due giorni una nuova signorina telecom ci ha contattati per pubblicizzarci la 20 mega....SENZA PAROLE.
Pensieri, parole, opere, e soprattutto omissioni (Mi piace l’ordine, ma non sono praticante)
28.8.06
27.8.06
Pedalare gente, pedalare!

Sono tornata già da un bel po', ma solo ora aggiorno il blog...spiegherò un'altra volta il perchè...
Una settimana a Castelrotto, sotto l'Alpe di Siusi: grandi pedalate, tanto strudel!
Quando avevo letto sulle guide turistiche "Altipiano di Siusi" avevo pensato "Evvai, stavolta si pedala in scioltezza!"...Niente di più sbagliato! Si sale tanto, si scende tanto, e dove sembra piano è l'occhio che si inganna!!!
17.7.06
Gospel festival Varese

Arrivata a casa alle 3,00 stamattina...gran bella giornata, al mattino abbiamo potuto acoltare anche il famoso gruppo svedese dei By Grace, giornata trascorsa nei giardini estensi di Varese, con ottimo buffet, chiacchiere e relax, e concertone alla sera, un'ora noi e un'ora i Green Sleevers.
Bel pubblico, e le solite belle emozioni. Avevamo più di di dieci nuovi corsisti al loro primo concerto, che sono stati bravissimi!
15.7.06
14.7.06
A volte ritornano...

Che bello questo luglio, che belle sensazioni e sorprese, che begli incontri e che bei contatti!
Amici vecchi, amici nuovi e amici speciali, il tempo libero mi ha regalato momenti davvero gradevoli.
Una delle cose più divertenti è aver ricontattato grazie al web alcuni dei miei cari e vecchi amici di Rivarossa, con i quali ho passato tanti fine settimana e tante vacanze da ragazzina. Ora la casa dei nonni non c'è più, ma i ricordi delle giornate, delle sere e delle risate è sempre molto vivo. Probabilmente rivedrò qualcuno di loro ad agosto, ci si riconoscerà?
(data la foto in mio possesso ho dei dubbi...)
p.s. io sono il pagliaccio in basso a destra.
5.7.06
Varese Gospel Festival
4.7.06
Mettetelo tra i preferiti...
Festeggio solo i numeri pari

Dai 40 in poi ho deciso: festeggio solo i numeri pari, pertanto il 1° luglio da poco passato ho festeggiato il 42° compleanno.
In realtà la cena è stata fatta la sera prima, venerdì, per permettere agli amici di andarsene tranquillamente al mare nel week end. Non avevo però calcolato la partita dell'Italia...No problem, televisore piccolo sul terrazzo, grande in cucina, abbiamo atteso la fine della partita per stappare lo spumente, e tutto è andato liscio.


Ho voluto avere con me le persone a cui tengo di più (ne mancavano alcune in realtà, o perchè lontane o perchè incompatibili con il gruppo e/o facenti parte di altri ambienti che frequento) ed alla fine ho cucinato per 20 persone. Possono essere poche per chi è abituato alle megafeste (quelle in cui ci si rompe le balle perchè non si riesce a parlare con nessuno e c'è un bordello nero), ma io mi ritengo decisamente fortunata ad avere 20 amici con cui ho voglia di condividere un bel momento.
2006: the year of the bag
E' stato l'anno delle borse: senza mettersi d'accordo le mie amiche me ne hanno regalate ben quattro: bene, non ne compro mai e adesso ho la scorta, per tutte le evenienze!
3.7.06
Non tutti sono pronti al martirio...
Perchè portarli in giro e dove??
"Scolaresca romana lasciata ad Amburgo da comandante(ANSA)
- ROMA, 2 LUG -
Decollati da Roma alla volta di Manchester, quando l'aereo Lufthansa ha fatto scalo ad Amburgo, il comandante li ha obbligati a scendere.E' accaduto a circa 40 bambini di una scolaresca romana, tra gli 11 e i 15 anni, accompagnati da due professori. Il comandante avrebbe deciso si farli scendere per la confusione che hanno creato che avrebbe messo fuori sicurezza il volo. Dopo aver trascorso alcune ore all'aeroporto, e' stato individuato un albergo dove i ragazzini trascorreranno la notte."
Ecco, così adesso avranno fatto bordello anche in albergo...
"Scolaresca romana lasciata ad Amburgo da comandante(ANSA)
- ROMA, 2 LUG -
Decollati da Roma alla volta di Manchester, quando l'aereo Lufthansa ha fatto scalo ad Amburgo, il comandante li ha obbligati a scendere.E' accaduto a circa 40 bambini di una scolaresca romana, tra gli 11 e i 15 anni, accompagnati da due professori. Il comandante avrebbe deciso si farli scendere per la confusione che hanno creato che avrebbe messo fuori sicurezza il volo. Dopo aver trascorso alcune ore all'aeroporto, e' stato individuato un albergo dove i ragazzini trascorreranno la notte."
Ecco, così adesso avranno fatto bordello anche in albergo...
26.6.06
Concerto: come sempre un successo
Nove pezzi da imparare in due giorni, un terzo giorno per ripassare e poi concerto. Come al solito all'inizio sembra impossibile, non ci si capisce nulla, non si riescono a prendere appunti ( e il reverendo non vuole che si prendano...), tutto in inglese, parlato da americani che vivono in Germania...
Si sale sul palco, con il vuoto totale nella testa, ci si lancia qualche occhiata di puro panico alle prime note, si stringe forte la mano del vicino e VIA! Le parole vengono fuori, gli accordi complicati, le note "storte", tutto come per magia torna alla memoria nello spazio di una frazione di secondo: l'attacco dev'essere sicuro, senza tentennamenti.
Lee Brown sale sul palco, zoppicante e già sudato, si ha sempre l'idea che non ce la faccia...Si siede al piano, sistema il microfono, attacca il primo brano, ed inizia la metamorfosi. Una voce potente, uno scatto di forza presa chissàdove e dopo qualche minuto è lì che si dimena sul palco, con addosso la sua tunicona, sudando litri e litri (noi da dietro vediamo la sua testona lucida "fumare", effetto spirito santo...).
Due ore di pura energia e musica. Bellissime le voci degli altri solisti, Carol Robinson (fantastica al sax) & John Griffin (lo so, non è bello da dire per un reverendo, ma tra noi coriste si dice che abbia una voce che "arriva dritta alle ovaie..."!) e bravi noi. Accanto al nostro coro ci sono più di 50 persone che hanno semplicemente seguito il work shop di questi tre giorni e se la cavano alla grande ( a parte la tipa dietro di me che bofonchia e stecca per tutto il concerto, che il Signore l'abbia in gloria...!).
C'è chi crede, chi crede ad altro e chi non crede affatto, ma lo spirito del gospel colpisce tutti: è gioia, è condivisione, sono voci che si intersecano e si fondono, è voglia di armonia e di pace: c'è qualcuno che non le desidera?
le foto in ordine:
1) io e Alex (direttore Sunshine e amico da 10 anni...Alex!!! 10 ANNIIII)
2) il palco vuoto prima del concerto
3) noi sul palco, io sono dietro al reverendo bianco e viola...
4) un momento delle prove



Si sale sul palco, con il vuoto totale nella testa, ci si lancia qualche occhiata di puro panico alle prime note, si stringe forte la mano del vicino e VIA! Le parole vengono fuori, gli accordi complicati, le note "storte", tutto come per magia torna alla memoria nello spazio di una frazione di secondo: l'attacco dev'essere sicuro, senza tentennamenti.
Lee Brown sale sul palco, zoppicante e già sudato, si ha sempre l'idea che non ce la faccia...Si siede al piano, sistema il microfono, attacca il primo brano, ed inizia la metamorfosi. Una voce potente, uno scatto di forza presa chissàdove e dopo qualche minuto è lì che si dimena sul palco, con addosso la sua tunicona, sudando litri e litri (noi da dietro vediamo la sua testona lucida "fumare", effetto spirito santo...).
Due ore di pura energia e musica. Bellissime le voci degli altri solisti, Carol Robinson (fantastica al sax) & John Griffin (lo so, non è bello da dire per un reverendo, ma tra noi coriste si dice che abbia una voce che "arriva dritta alle ovaie..."!) e bravi noi. Accanto al nostro coro ci sono più di 50 persone che hanno semplicemente seguito il work shop di questi tre giorni e se la cavano alla grande ( a parte la tipa dietro di me che bofonchia e stecca per tutto il concerto, che il Signore l'abbia in gloria...!).
C'è chi crede, chi crede ad altro e chi non crede affatto, ma lo spirito del gospel colpisce tutti: è gioia, è condivisione, sono voci che si intersecano e si fondono, è voglia di armonia e di pace: c'è qualcuno che non le desidera?
le foto in ordine:
1) io e Alex (direttore Sunshine e amico da 10 anni...Alex!!! 10 ANNIIII)
2) il palco vuoto prima del concerto
3) noi sul palco, io sono dietro al reverendo bianco e viola...
4) un momento delle prove



19.6.06
MEGACONCERTO GOSPEL
17.6.06
gay pride nazionale a Torino

Divertente, colorato, rumoroso, caloroso, commovente, curioso: tuffo nel gay pride in centro a Torino.
C'erano gay, mamme e papà di gay, sorelle e fratelli di gay, amiche e amici di gay, praticamente c'eravamo tutti, e chi mancava si è perso un bel momento.
Sto preparando un bel po' di foto che ho scattato.
Eccole qui
10.6.06
Pizza di classe...
Lo sospettavo: locale chiuso, niente prati per far scorazzare i pupi, 65 persone (35 piccoli e urlanti, alunni con fratellini e sorelline)....Sarebbe stata una tortura...
LO E' STATA.
Gli adulti nell'arco di mezz'ora hanno perso il controllo della situazione, anzi, temo che non lo abbiano mai avuto e in alcuni casi voluto: in fondo è la serata della pizza con i compagni di classe...!
La cosa più divertente è stata osservare le espressioni di alcuni genitori attoniti: padri e madri di un solo figlio/figlia carini e garbati, che non sospettavano la potenzialità distruttiva di un gruppo così numeroso stipato in una pizzeria.
Alcuni hanno avuto il coraggio di chiedermi "ma come fate, sono sempre così?"
SANTA POLENTA!! (...)Come fai a pensare che possano essere sempre così?? Non avrei fatto questo lavoro per più di 5 minuti e non per 22 anni...
Fortuna vuole che nel gruppo ci siano adulti simpatici e di compagnia, le 2 ore trascorrono e io che 5 settimane sto cercando di smettere di fumare riesco a non perdere del tutto il controllo accendendomi una ventina di sigarette in contemporanea.
Tutto sommato torno a casa solo con un'emicrania, e penso a quei poveri genitori che dovranno ancora sorbirsi saggi di danza, di flauto e pianoforte e chitarra e tennis, nuoto, pattinaggio, ippica, catechismo....Buone vacanze!
LO E' STATA.
Gli adulti nell'arco di mezz'ora hanno perso il controllo della situazione, anzi, temo che non lo abbiano mai avuto e in alcuni casi voluto: in fondo è la serata della pizza con i compagni di classe...!
La cosa più divertente è stata osservare le espressioni di alcuni genitori attoniti: padri e madri di un solo figlio/figlia carini e garbati, che non sospettavano la potenzialità distruttiva di un gruppo così numeroso stipato in una pizzeria.
Alcuni hanno avuto il coraggio di chiedermi "ma come fate, sono sempre così?"
SANTA POLENTA!! (...)Come fai a pensare che possano essere sempre così?? Non avrei fatto questo lavoro per più di 5 minuti e non per 22 anni...
Fortuna vuole che nel gruppo ci siano adulti simpatici e di compagnia, le 2 ore trascorrono e io che 5 settimane sto cercando di smettere di fumare riesco a non perdere del tutto il controllo accendendomi una ventina di sigarette in contemporanea.
Tutto sommato torno a casa solo con un'emicrania, e penso a quei poveri genitori che dovranno ancora sorbirsi saggi di danza, di flauto e pianoforte e chitarra e tennis, nuoto, pattinaggio, ippica, catechismo....Buone vacanze!
4.6.06
Tanto per non annoiarsi...
...Anche oggi ci siamo sparati i nostri 900 metri di dislivello, partendo da Mattie (Lato sx Val di Susa) e arrivando al Pian del Frais. A differenza dell'altro ieri una gran bella giornata di sole! Il gruppo oggi ha perso una ciclista (con la scusa del volontariato al canile...) ma ha guadagnato il "terribile Gianfranco"; gli abbiamo messo dei sassi nello zaino per rallentarlo, ma quando siamo arrivati su lo abbiamo trovato già riposato, e si era anche portato dietro due pesanti "ghiaccetti" per mantenere in fresco la frutta!
3.6.06
E allora?
Colle delle Finestre
Ok, ci abbiamo riprovato: l'anno scorso, dopo aver visto la tappa del Giro d'Italia e un panorama mozzafiato abbiamo affrontato la salita fino al Colle delle Finestre: purtroppo tutta l'ultima parte l'abbiamo fatta immersi nelle dense nuvole, e non abbiamo potuto ammirare il panorama. Ieri ci abbiamo riprovato...

Questa volta abbiamo dovuto arrenderci dopo i primi 11 km. Causa: bufera di neve!
Avvertiti da qualche ciclista intirizzito che abbiamo soccorso con un fuocherello improvvisato sulla strada, abbiamo deciso di non prpseguire oltre. La discesa è stata una sofferenza, e ci sono volute alcune ore per riacquistare una temperatura corporea normale. W Giugno!

Questa volta abbiamo dovuto arrenderci dopo i primi 11 km. Causa: bufera di neve!
Avvertiti da qualche ciclista intirizzito che abbiamo soccorso con un fuocherello improvvisato sulla strada, abbiamo deciso di non prpseguire oltre. La discesa è stata una sofferenza, e ci sono volute alcune ore per riacquistare una temperatura corporea normale. W Giugno!
28.5.06
Pedalapedala
21.5.06
Mi hanno fatto la caricatura...
I miei amici di scienzainrete quest'anno mi hanno voluta nel loro staff, e per me è stato un vero piacere: con loro lavoro bene, e da idea nasce idea, da progetto progetto, come capita quando si sta in un gruppo con persone che hanno lo stesso modo di concepire il lavoro di insegnante, con passione e curiosità.
Da due giorni sono anche io tra le zucche: http://www.scienzainrete.it...Cercatemi in "Chi siamo"
Da due giorni sono anche io tra le zucche: http://www.scienzainrete.it...Cercatemi in "Chi siamo"
10.5.06
Menomale che esistono gli esperti....
Riporto qui sotto un articolo letto oggi su repubblica on line.
Certo che se non ci fossero gli esperti che dopo mesi e mesi di studi e ricerche ci aiutano con queste scoperte saremmo spacciati...Chi di noi avrebbe mai detto che se si è gentili, se si ha autostima, se si fa qualcosa per gli altri e non si poltrisce la vita è migliore e meno deprimente???? Bah
Ma nessuno si ricorda della vecchia e famosa sindrome da Pollyanna? Io che ho letto da bambina i libri di Eleanor H Porter so bene che si tratta...
Gli scienziati: il segreto è migliorare se stessi ogni giorno
Test sui volontari: il 92% con queste regole si è sentito meglio
Autostima, cortesia e lavoro duro
ecco la "formula" della felicità
di ELENA DUSI
ROMA - Laddove ha fallito la psicologia, l'economia ha mancato l'obiettivo e la politica ha fatto naufragio, ecco che arriva la "scienza della felicità". La ricetta, ormai è evidente, non sta nei soldi né nel Prozac. Ma visto che anche la Costituzione americana cita nel preambolo la felicità come uno degli obiettivi della vita dell'uomo, gli scienziati hanno iniziato a sforzarsi di capire quali siano i suoi ingredienti reali.
Martin Seligman, direttore del Centro di psicologia positiva dell'università della Pennsylvania, ha escogitato una batteria di esercizi per incrementare il livello di felicità individuale e li ha raccontati in una serie di documentari che la Bbc sta dedicando alla "Science of happiness".
Ogni giorno i volontari di Seligman devono registrare su un diario tre episodi positivi, i nomi di tre persone che sono state cortesi con loro (per poi ringraziarle personalmente il giorno dopo) e provare a escogitare una nuova via per usare al meglio le proprie qualità.
Secondo Seligman questi semplici esercizi hanno aiutato il 92 per cento dei volontari che manifestavano sintomi di depressione. Ma nonostante i risultati limpidi, alla "scienza della felicità" rimane uno scoglio importante da superare. Quello dell'unità di misura.
"Quando ci riferiamo alla contentezza - spiega Lord Layard, che insegna economia alla London School of Economics - pensiamo ancora ai palloncini che svolazzano nell'aria, o comunque a qualcosa di frivolo. Invece dobbiamo imparare a ragionare in maniera scientifica".
Per Ed Diener, psicologo dell'università dell'Illinois, la soluzione migliore è chiedere ai volontari: "Da uno a sette, quanto sei felice?". Ripetendo la domanda in vari momenti della giornata è possibile tracciare il grafico della felicità individuale. "Come metodo non è perfetto, ma funziona" sostiene Diener.
Seguendo una tecnica simile, il British Household Panel Survey nel 2003 è arrivato alla conclusione che gioventù non è affatto sinonimo di contentezza. La curva della soddisfazione registra infatti un picco negativo intorno ai 40 anni, per poi tornare a salire e raggiungere il massimo al momento della pensione.
Conclusioni opposte aveva raggiunto uno studio dell'università di Goteborg a gennaio 2006. "Felicità non è stare stesi al sole, bensì lavorare" spiegò il professor Bengt Bruelde. "Più ci si impegna più ci si avvicina alla felicità". Il peggiore degli sbagli è correre dietro ai beni che danno un'assuefazione rapida. Prosegue Bruelde: "Il denaro rende felici solo temporaneamente, così come una nuova auto. Quando ci si abitua rapidamente a qualcosa, il piacere si esaurisce".
Il British Medical Journal in un editoriale del dicembre 2005 notava come la ricchezza aumentasse in molte nazioni del mondo proprio mentre il livello di soddisfazione degli individui si abbassava. La colpa era forse della percezione comune di non essere in buona salute, o dell'impoverimento delle relazioni sociali.
Poco stress e tempo da dedicare agli altri vennero individuati come i segreti del buon piazzamento del Ghana nella scala della felicità. Anche perché, notò acutamente nell'agosto 2005 una ricerca dell'American Sociological Association, la ricchezza rende felici solo se è più alta rispetto a quella dei vicini. "A contare non è il reddito in valore assoluto - concludeva lo studio - ma il rapporto rispetto a quello degli altri".
Certo che se non ci fossero gli esperti che dopo mesi e mesi di studi e ricerche ci aiutano con queste scoperte saremmo spacciati...Chi di noi avrebbe mai detto che se si è gentili, se si ha autostima, se si fa qualcosa per gli altri e non si poltrisce la vita è migliore e meno deprimente???? Bah
Ma nessuno si ricorda della vecchia e famosa sindrome da Pollyanna? Io che ho letto da bambina i libri di Eleanor H Porter so bene che si tratta...
Gli scienziati: il segreto è migliorare se stessi ogni giorno
Test sui volontari: il 92% con queste regole si è sentito meglio
Autostima, cortesia e lavoro duro
ecco la "formula" della felicità
di ELENA DUSI
ROMA - Laddove ha fallito la psicologia, l'economia ha mancato l'obiettivo e la politica ha fatto naufragio, ecco che arriva la "scienza della felicità". La ricetta, ormai è evidente, non sta nei soldi né nel Prozac. Ma visto che anche la Costituzione americana cita nel preambolo la felicità come uno degli obiettivi della vita dell'uomo, gli scienziati hanno iniziato a sforzarsi di capire quali siano i suoi ingredienti reali.
Martin Seligman, direttore del Centro di psicologia positiva dell'università della Pennsylvania, ha escogitato una batteria di esercizi per incrementare il livello di felicità individuale e li ha raccontati in una serie di documentari che la Bbc sta dedicando alla "Science of happiness".
Ogni giorno i volontari di Seligman devono registrare su un diario tre episodi positivi, i nomi di tre persone che sono state cortesi con loro (per poi ringraziarle personalmente il giorno dopo) e provare a escogitare una nuova via per usare al meglio le proprie qualità.
Secondo Seligman questi semplici esercizi hanno aiutato il 92 per cento dei volontari che manifestavano sintomi di depressione. Ma nonostante i risultati limpidi, alla "scienza della felicità" rimane uno scoglio importante da superare. Quello dell'unità di misura.
"Quando ci riferiamo alla contentezza - spiega Lord Layard, che insegna economia alla London School of Economics - pensiamo ancora ai palloncini che svolazzano nell'aria, o comunque a qualcosa di frivolo. Invece dobbiamo imparare a ragionare in maniera scientifica".
Per Ed Diener, psicologo dell'università dell'Illinois, la soluzione migliore è chiedere ai volontari: "Da uno a sette, quanto sei felice?". Ripetendo la domanda in vari momenti della giornata è possibile tracciare il grafico della felicità individuale. "Come metodo non è perfetto, ma funziona" sostiene Diener.
Seguendo una tecnica simile, il British Household Panel Survey nel 2003 è arrivato alla conclusione che gioventù non è affatto sinonimo di contentezza. La curva della soddisfazione registra infatti un picco negativo intorno ai 40 anni, per poi tornare a salire e raggiungere il massimo al momento della pensione.
Conclusioni opposte aveva raggiunto uno studio dell'università di Goteborg a gennaio 2006. "Felicità non è stare stesi al sole, bensì lavorare" spiegò il professor Bengt Bruelde. "Più ci si impegna più ci si avvicina alla felicità". Il peggiore degli sbagli è correre dietro ai beni che danno un'assuefazione rapida. Prosegue Bruelde: "Il denaro rende felici solo temporaneamente, così come una nuova auto. Quando ci si abitua rapidamente a qualcosa, il piacere si esaurisce".
Il British Medical Journal in un editoriale del dicembre 2005 notava come la ricchezza aumentasse in molte nazioni del mondo proprio mentre il livello di soddisfazione degli individui si abbassava. La colpa era forse della percezione comune di non essere in buona salute, o dell'impoverimento delle relazioni sociali.
Poco stress e tempo da dedicare agli altri vennero individuati come i segreti del buon piazzamento del Ghana nella scala della felicità. Anche perché, notò acutamente nell'agosto 2005 una ricerca dell'American Sociological Association, la ricchezza rende felici solo se è più alta rispetto a quella dei vicini. "A contare non è il reddito in valore assoluto - concludeva lo studio - ma il rapporto rispetto a quello degli altri".
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