4.1.19

Trompe l'oeil

Trompe l'oeil sulla facciata della casa sul Quai Saint Vincent, Lione





Il museo del cinema e delle miniature di Lione



Il museo del cinema e delle miniature di Lione è stato realizzato nel corso di lunghi anni dal suo creatore, Dan Ohlmann, ed è un centro nel quale vengono realizzate pellicole cinematografiche e attraverso il quale scoprire la magia delle cose ridotte in piccolo.

Il Museo è diviso in due parti: una è un museo del cinema e l’altro un museo della miniatura. All’interno di quest’ultimo ci sono centoventi scene riprodotte in scala realizzate da famosi artisti internazionali.

Sarei rimasta lì giorni, ad ammirare i minimi particolari di questi capolavori!

Qui un po' di fotografie.

Sempre nel museo mi ha colpita anche la carrellata di minuscole creature costruite con materiali naturali (ossa, piume, rametti, gusci, semi, bacche...) per la produzione di un cortometraggio: "Deux escargots s'en vont", ispirato dalla poesia di Jacques Prévert

‎“Canzone delle lumache che vanno al funerale”




Qui le altre fotografie






‎“Canzone delle lumache che vanno al funerale”
Jacques Prévert


Al funerale d'una foglia morta 
Se ne vanno due lumache 
Hanno il guscio nero
E il lutto sulle corna
Se ne vanno nel buio
D'una sera d'autunno
Ahimè quando sono giunte
È di già primavera 
Le foglie che eran morte
Già son tutte risorte 
E le due care lumache 
Rimangon molto male
Ma ecco viene il sole
Il sole dice loro
Prendetevi la briga 
La briga di sedere
Prendetevi una birra
Se ne avete voglia
Prendete se vi va
L'autobus per Parigi
Parte questa sera
Vedrete un po' di mondo
Ma non prendete il lutto
Ve lo dico io
Vi scurisce il bianco degli occhi
E inoltre vi imbruttisce
Le faccende di funerali
Mica sono divertenti
Riprendete i colori
I colori della vita
Allora gli animali in coro
E gli alberi e le piante
Si mettono a cantare
Cantano a squarciagola 
Il vero canto vivo
La canzone dell'estate
E tutti giù a bere
E tutti giù a brindare
È una gran bella sera
Una splendida sera d'estate
E le due nostre lumache
Fanno ritorno a casa
Se ne vanno commosse
E tutte rallegrate
Hanno bevuto molto
Barcollano un pochino
Ma la luna nel cielo
Le sorveglia in cammino.

22.12.18

Basta uno di loro per far sperare



Questa la risposta (la più bella replica) dell'istituto comprensivo Trento 6 alla consigliera che, appena eletta, aveva rilasciato delle dichiarazioni alla stampa in cui diceva che le famiglie dei profughi "si piazzano al parco, utilizzano tutte le panchine e i bambini rimangono seduti sui giochi".

18.12.18

My family, my terapy: the Sunshine Gospel Choir


Verso Natale


La favola
di Gino Strada e Cecilia Strada
( scritta da Gino Strada, insieme a sua figlia Cecilia, per spiegare ai bambini il significato di parole come " diritti", " uguaglianza", " pace ")
C'era una volta un pianeta chiamato Terra anche se, a dire il vero, c' era molta più acqua che sulla Terra su quel pianeta. Gli abitanti della Terra, infatti, usavano le parole in modo un po' bislacco. Prendete le automobili, per esempio. Quel coso rotondo che si usa per guidare, loro lo chiamavano " volante", anche se le macchine non volano affatto! Non sarebbe più logico chiamarlo " guidante", oppure " girante ", visto che serve per girare? Anche sulle cose importanti si faceva molta confusione.
Si parlava spesso di " diritti ": il diritto all'istruzione, per esempio, significava che tutti i bambini avrebbero potuto ( e dovuto!) andare a scuola. Il diritto alla salute poi, avrebbe dovuto significare che chiunque, ferito, oppure malato, doveva avere la possibilità di andare in ospedale. Ma per chi viveva in un paese senza scuole, oppure chi non aveva i soldi per pagare l'ospedale ( e questo, nei paesi poveri è più la regola che l' eccezione ), questi diritti erano in realtà dei rovesci: non valevano un fico secco.
Siccome non valevano per tutti, ma solo per chi se li poteva permettere, queste cose non erano diritti: erano diventati privilegi, e cioè vantaggi particolari riservati a pochi. A volte, addirittura, i potenti della Terra chiamavano " operazione di pace " quella che, in realtà, era un' operazione di guerra: dicevano proprio il contrario di quello che in realtà intendevano. E poi, sulla Terra, non c'era più accordo fra gli uomini sui significati: per alcuni ricchezza significava diecimila miliardi, per altri voleva dire avere almeno una patata da mangiare. Quanta confusione! Tanta confusione che, il mago Linguaggio non ne poté più.Linguaggio era un mago potentissimo, che tanto tempo prima aveva inventato le parole e le aveva regalate agli uomini. All'inizio c' era stato un po' di trambusto perché gli uomini non sapevano come usarle, e se uno diceva carciofo, l' altro pensava al canguro, e se uno chiedeva spaghetti, l' altro intendeva gorilla, e al ristorante non ci si capiva mai.
Allora il mago Linguaggio appiccicò ad ogni parola un significato preciso, cosicché le parole volessero dire sempre la stessa cosa, e per tutti.
Da allora il carciofo è sempre stato un ortaggio, e il gorilla un animale peloso, e non c'era più il rischio di trovarsi per sbaglio nel piatto un grosso animale peloso, con il suo testone coperto di sugo di pomodoro.
Questo lavoro, di dare alle parole un significato preciso, era costato un bel pò di fatica al mago Linguaggio.
Adesso, vedendo che gli uomini se ne infischiavano del suo lavoro, e continuavano ad usarle a capocchia, decise di dare loro una lezione.
" Le parole sono importanti " amava dire " se si cambiano le parole, si cambia anche il mondo, e poi non si capisce più niente".
Una notte, dunque, si mise a scombinare un po' le cose, spostando una sillaba qui, una là, mescolando vocali e consonanti, anagrammando nomi.
Alla mattina, infatti, non ci si capiva più niente. A tutti gli alberghi di una grande città aveva rubato la lettera gi e la lettera acca, ed erano diventati....alberi! Decine e decine di enormi alberi, con sopra letti e comodini e frigobar, e i clienti, stupitissimi che per scendere dovevano usare le liane come Tarzan. Alle macchine aveva rubato una enne, facendole diventare macchie, e chi cercava la propria automobile, trovava soltanto una grossa chiazza colorata parcheggiata in strada.
Alle torte aveva aggiunto una esse, erano diventate tutte storte, e cadevano per terra prima che i bambini se le potessero mangiare. Erano talmente storte che non erano più buone nemmeno per essere tirate in faccia.
Nelle scuole si era divertito ad anagrammare, al momento dell' appello, la parola presente, e se prima gli alunni erano tutti presenti, adesso erano tutti serpenti, e le maestre scappavano via terrorizzate. Poi si era tolto uno sfizio personale: aveva eliminato del tutto la parola guerra, dovette interrompersi a metà della frase, e non se ne fece nulla.
Inoltre aveva trasformato i cannoni in cannoli, siciliani naturalmente, e chi stava combattendo si ritrovò tutto coperto di ricotta e canditi.
Andò avanti così per parecchi giorni, con le scarpe che diventavano carpe e nuotavano via, i mattoni che diventavano gattoni e le case si mettevano a muscolare, il pane che si trasformava in cane e morsicava chi lo voleva mangiare. Quanta confusione! Troppa confusione, e gli uomini non ne potevano più.
Mandarono quindi una delegazione dal mago Linguaggio, a chiedere che rimettesse a posto le parole, e con loro il mondo." E va bene" disse Linguaggio" ma solo ad una condizione: che cominciate a usare le parole con il loro giusto significato. I diritti degli uomini, proprio tutti, devono essere di tutti gli uomini, sennò chiamateli privilegi. E per quanto riguarda la guerra...Per quanto riguarda la guerra - lo interruppero gli uomini - ci abbiamo pensato...tienitela pure: è una parola di cui vogliamo fare a meno.

16.12.18

Come si festeggia il Natale nel mondo


Cliccate sulla mappa per arrivare a questo bel lavoro della collega Ire Ne. 
Ad ogni pallino una descrizione. 
Ingrandite lo schermo e viaggiate!

11.10.18

Prima di pubblicare pensa...





La responsabilità delle azioni. 
E' un video per una pubblicità, ma è molto bello e penso possa servire a scuola.

9.10.18

7.10.18

Musica d'Ambiente apre a Torino



http://www.arpa.piemonte.it/news/musica-dambiente-apre-a-torino

L'incontro, promosso dall'Ufficio Scolastico Regionale, si terrà martedì 23 ottobre alle ore 14.00 presso l'Aula Magna del liceo classico Massimo d'Azeglio in via Giuseppe Parini 8 a Torino.

Scarica la scheda del corso di formazione gratuito.
Si prega di comunicare a musicadambiente@arpa.piemonte.it  la propria intenzione a partecipare per agevolare la definizione dell'aula.

Con l’avvio del nuovo anno scolastico, Arpa Piemonte presenta a Torino il proprio progetto di educazione ambientale Musica d’Ambiente e il relativo corso di formazione gratuito, rivolto agli insegnanti di scuola primaria di tutta la provincia la cui tematica è in linea con la priorità 4.2 – Didattica per competenze, innovazione metodologica di base del Piano nazionale formazione docenti (PNFD).
L'incontro, promosso dall'Ufficio Scolastico Regionale, si terrà martedì 23 ottobre  presso l'Aula Magna del liceo classico Massimo d'Azeglio in via Giuseppe Parini 8 a Torino alle ore 14.00.
Interverranno:
FABRIZIO MANCA - Direttore generale Usr Piemonte
ANGELO ROBOTTO - Direttore generale Arpa Piemonte
STEFANO SURANITI - Dirigente dell’Ufficio V dell'Usr Piemonte
LEONARDO FILIPPONE - Dirigente dell’Ufficio IV dell'Usr
Piemonte
SAVINO SANTOVITO - Direttore Asl "Città di Torino"
CRISTINA MEINI - Professoressa Università del Piemonte Orientale e Legale rappresentante Cantabile Onlus
STEFANO MOLINA - Dirigente Fondazione Agnelli
MARIO SCARSI - Dirigente dell'Istituto Novi Ligure 3
MARTA ZICCARDI - Insegnante dell'Istituto Novi Ligure 3
FRANCO PISTONO - Responsabile Progetto Musica d'Ambiente Arpa Piemonte

Gli errori degli insegnanti



Penso che tutti, ma veramente tutti noi insegnanti, dovremmo prenderci un po’ di tempo per seguire i video (tutti collegati) di questo corso. E poi dovremmo chiederci cosa fare, come cambiare. Io il tempo l’ho trovato, ne vale la pena. 
E voi?

Un interessante video