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| Tratto da: https://www.facebook.com/informazionelibera0/ In fondo facendo la maestra si sta nella terra di mezzo:-) |
Pensieri, parole, opere, e soprattutto omissioni (Mi piace l’ordine, ma non sono praticante)
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14.6.18
Un anno è un anno ma...
11.3.16
I rischi e le opportunità del digitale
Per leggere e riflettere un po'. Grande Patrizia:-)
29.1.14
I fiori di Isabella
Una delle grandi passioni di Isabella erano i fiori. Li cercava nelle sue lunghe camminate, li fotografava e scriveva il loro nome.
Condivido con tutti questo suo album, so che sarà un altro modo per ricordarla.
30.5.13
il mio elogio della lumaca
E' da un po' che mi frulla l'idea di scrivere qualcosa sulla lumaca...Normale no?
In realtà il pensiero parte da molto più lontano, da quando ho iniziato a pensare che se fosse stato dato a me il compito della Creazione (perchè no?) non avrei fatto assolutamente così gli esseri umani.
I difetti di fabbricazione sono tantissimi ma in particolare mi concentrerò su quelli legati alla sessualità.
Mi chiedo perchè siamo stati fatti maschi e femmine, quando all'apparentemente insignificante lumaca è stata data l'opportunità di essere contemporaneamente le due cose. Per procreare le lumache si accoppiano e si fecondano vicendevolmente e se ne vanno a mettere al mondo le loro creature, soddisfatte sia come padre sia come madre.
Ma ci pensate a quanti problemi in meno avrebbe avuto l'umanità?
I soprusi e le violenze sulle donne, le conquiste delle Terre sempre seguite da stupri, i diritti negati con la scusa della religione, la non accettazione del gay (dolore, emarginazione, suicidi) e per parlare di cose più semplici e casalinghe pensate alla gelosia, al tradimento...
I soprusi e le violenze sulle donne, le conquiste delle Terre sempre seguite da stupri, i diritti negati con la scusa della religione, la non accettazione del gay (dolore, emarginazione, suicidi) e per parlare di cose più semplici e casalinghe pensate alla gelosia, al tradimento...
Poi certo c'è la parte bella, quella delle emozioni, dei sentimenti che fanno scrivere poemi e poesie e girare bellissimi film, della cura dei piccoli...Ci si sarebbe dovuti limitare a queste meraviglie nella progettazione!
Quest'anno con i bambini a scuola abbiamo guardato meravigliosi documentari sugli animali, sul loro ambiente di vita, sul loro modo di vivere perfettamente in sintonia con tutta la catena alimentare e il loro habitat.
Solo noi roviniamo tutto inquinando, distruggendo, deturpando in modo irreparabile l'ambiente, umiliando, ferendo o uccidendo le femmine della nostra specie.
Se l'obiettivo del crearci uomini e donne era il farci diventare la razza più evoluta, direi che quello che siamo ora non può ritenersi davvero un bel risultato, tranne alcune eccellenze.
Se l'obiettivo del crearci uomini e donne era il farci diventare la razza più evoluta, direi che quello che siamo ora non può ritenersi davvero un bel risultato, tranne alcune eccellenze.
Manca spesso una vera educazione all'affettività, allo stare insieme nel rispetto reciproco, al vedere il femminile nel maschile e il maschile nel femminile;
un'educazione all'esprimere sentimenti di amore e al saperli accogliere e custodire, senza paura di apparire fragili, di mostrare le debolezze.
E quando queste cose non mancano tutto ruota comunque intorno all'essere maschio e femmina, e ci si ritrova destinati a unirsi o a stare per sempre lontani.
E quando queste cose non mancano tutto ruota comunque intorno all'essere maschio e femmina, e ci si ritrova destinati a unirsi o a stare per sempre lontani.
Se fossi stata io il Creatore ci avrei fatti con sembianze umane ma con le caratteristiche delle lumache: con due cornine per saggiare il mondo circostante, tanta saggia lentezza e delicatezza, e due sessi.
p.s. non sono la sola a vedere in questi animali qualcosa di speciale...
La pedagogia della lumaca
...E per chi dice che però l'atto sessuale vale tutti questi inconvenienti, leggete come si divertono loro
Il sesso delle lumache
...E per chi dice che però l'atto sessuale vale tutti questi inconvenienti, leggete come si divertono loro
Il sesso delle lumache
15.4.13
Una perla di aprile
Ci sono attimi che valgono una vita.
Ci sono giorni che hanno luce iridescente di perla
Rari, preziosi.
Da conservare nel taschino del cuore e ogni tanto ammirare.
Il loro numero non è importante,
ciò che conta è che illuminino.
Ieri è stato un giorno perla.
27.2.13
Beata ignoranza...
Possiamo farci 'na risata?
Questi sono i nostri europarlamentari...Ascoltateli bene.
E riguardatevi le interviste sui 150 anni d'Italia ai nostri politici italiani... La povera grillina si sarà già studiata a memoria numeri e dati, questi che hanno il culo al caldo di sicuro nemmeno si sono vergognati. L'ignoranza è sempre brutta, ma da un giovane pieno di entusiasmo mi aspetto la voglia di continuare ad imparare, da questi vecchi non mi aspetto nulla.
ehhhhhhhh....Che peccato, il video con l'intervista delle iene ai politici italiani sui 150 anni d'Italia è stata rimossa da youtube...una vera perla...
Se avete voglia di aspettare per 30 secondi la fine della pubblicità qui c'è ancora...
E ancora una perla...
17.2.13
I mostri siamo noi, tutti i giorni
Un video terribile, che mi ha spaccato il cuore questa mattina.
Non volevo condividerlo, ma poi ho pensato che non possiamo davvero permetterci di far finta di non sapere, e che ogni nostro gesto puo', per quanto piccolo, far qualcosa per cambiare...
Se ancora c'e' tempo....
Pensiamoci tutte le volte che acquistiamo o buttiamo qualcosa, pensiamo a quello che stiamo facendo...
27.1.13
A come Auschwitz
"A come Auschwitz
B come Bagram, Guantanamo, e altre mille prigioni segrete di cui non si sa il nome
C come Cecenia
D come Dresda
E come Effetti collaterali: un modo carino per dire "morti ammazzati dalle nostre bombe"
F come "Francesco Crispi": la scuola di Gorla, Milano, e i suoi 184 bambini uccisi
G come Gaza, la più grande prigione a cielo aperto del mondo
H come Hiroshima
I come Italia: che ripudia la guerra, ma spende 2 milioni di euro al giorno per fare la guerra in Afghanistan
L come Lager
M come Mauthausen
N come Nagasaki: tre giorni dopo aver visto quel che era successo a Hiroshima
O come Orrore
P come Portare la democrazia: sinonimo elegante di "sganciare bombe"
Q come Quirra: un posticino in Sardegna in cui si testano nuove armi e, ohibò!, la gente poi muore
R come Rendition: un bel termine per 'sequestro di persona, tortura e privazione di ogni diritto'
S come Srebrenica
T come tutte le Vittime, quale che sia il colore della loro pelle
U come Ustica
V come Varsavia, ghetto di.
Z come zeta, l'ultima lettera, la Fine: quella che faremo noi, una brutta fine, se continuiamo a dimenticare."
- Cecilia Strada -
13.12.12
Raro...Prezioso
Quando lo facciamo proviamo fastidio e dolore, nel ricevere e nel dire...
E' la fiducia reciproca che ci fa accettare e capire che il tutto ha un suo perchè, e che dietro alle parole ruvide c'è uno sguardo morbido.
12.8.12
Amici di rete
Ieri siamo stati a trovare un amico conosciuto in rete, Marco Zelocchi, la cui casa è stata distrutta dal terremoto in Emilia, a Rovereto sulla Secchia.
Ne avevo parlato in questo post.
Un incontro che mi ha fatto davvero piacere, come sempre quando mi capita di uscire dal virtuale per conoscere in carne e ossa le persone. in questo caso il piacere è stato davvero grande anche perchè Marco e la sua famiglia sono a parer mio un esempio vivente di come nonostante tutti ti crolli addosso (letteralmente...) nessuno ti può portare via i sogni, gli ideali e le energie per trovare chi (vicino o lontano) può darti una mano a costruire/ricostruire non solo per noi stessi e i nostri casi ma per la gente che vive intorno a noi.
Guardate il video, guardate cos'è rimasto della sua casa...
E dietro di essa sappiate che ora c'è una grande tenda con computer collegati in rete per i ragazzi, una biblioteca che cresce di giorno in giorno grazie alle donazioni e strumenti musicali per i giovani del paese che studiano al conservatorio e hanno bisogno di esercitarsi.
Una grande lezione di vita. Grazie a Marco e famiglia per l'ospitalità, la simpatia e per quello che stanno facendo.
Ne avevo parlato in questo post.
Un incontro che mi ha fatto davvero piacere, come sempre quando mi capita di uscire dal virtuale per conoscere in carne e ossa le persone. in questo caso il piacere è stato davvero grande anche perchè Marco e la sua famiglia sono a parer mio un esempio vivente di come nonostante tutti ti crolli addosso (letteralmente...) nessuno ti può portare via i sogni, gli ideali e le energie per trovare chi (vicino o lontano) può darti una mano a costruire/ricostruire non solo per noi stessi e i nostri casi ma per la gente che vive intorno a noi.
Guardate il video, guardate cos'è rimasto della sua casa...
E dietro di essa sappiate che ora c'è una grande tenda con computer collegati in rete per i ragazzi, una biblioteca che cresce di giorno in giorno grazie alle donazioni e strumenti musicali per i giovani del paese che studiano al conservatorio e hanno bisogno di esercitarsi.
Una grande lezione di vita. Grazie a Marco e famiglia per l'ospitalità, la simpatia e per quello che stanno facendo.
17.7.12
Grazie di tutto maestro Tix
Come una doccia fredda...Ancora domenica aveva caricato delle foto sulla sua pagina...E' morto un collega stimatissimo con cui ho avuto il piacere di collaborare in questi anni, e che si è sempre dedicato alla scuola e all'infanzia con grande passione e professionalita'.
Tiziano Trivella (maestro Tix per tanti), responsabile del portale per bambini la Girandola e di tanti altri spazi dedicati alla didattica.
Rubo questa poesia scritta sulla sua bacheca da una collega.
La morte non è niente,
io sono solo andato nella stanza accanto.
Io sono io. Voi siete voi.
Ciò che ero per voi lo sono sempre.
Datemi il nome che mi avete sempre dato.
Parlatemi come mi avete sempre parlato.
Non usate mai un tono diverso.
Non abbiate un’aria solenne o triste.
Continuate a ridere di ciò che ci faceva ridere insieme.
Sorridete, pensate a me, pregate per me.
Che il mio nome sia pronunciato in casa
come lo è sempre stato.
Senza alcuna enfasi, senza alcuna ombra di tristezza.
La vita ha il significato di sempre.
Il filo non è spezzato.
Perchè dovrei essere fuori dai vostri pensieri?
Semplicemente perchè sono fuori dalla vostra vista?
Io non sono lontano,
sono solo dall’altro lato del cammino.
- Charles Peguy -
Ciao Tix, grazie.
6.7.12
La sostanza dei sogni
Questa notte pensavo ai sogni.
A come si trasformano nelle nostre mani e possono diventare malleabili.
Alcuni sono come mongolfiere colorate, volano alti e lenti, ma li puoi riportare a terra, li puoi far guidare dalle correnti se le conosci, puoi far loro riprendere il volo quando il tempo è migliore.
Altri sono come liquidi colorati e brillanti, li tieni in bottiglie e barattoli per anni e poi li spargi quando vuoi, imbrattando di allegria tutto e tutti.
Ci sono sogni che se sei bravo li puoi impastare, e se sei paziente sapranno lievitare e dare un buon pane croccante.
I sogni che sembrano maionese impazzita, ti verrebbe da buttarli via ma con calma sai che qualcosa di buono potrai salvare, e ci aggiungi sostanza...e mescoli a lungo...
Cocci di sogni che tagliano le mani, che puoi raccogliere e fondere per farne perle con lacrime e sangue, e metterle al collo nei giorni di festa.
Altri ancora sono piccole braci sotto cataste di legna, resistono all'umidità e basta un soffio per riavere scintille.
Non penso che i sogni svaniscano, ma che possano cambiare stato, come gocce diventare vapore, trasformarsi in pioggia, tornare al mare, risollevarsi.
I sogni non sono nel qui e ora, hanno un orologio a noi sconosciuto che batte un tempo originale.
Nel qui e ora noi possiamo seguirli, senza cadere nella disperazione se per tratti di vita ci sembrano persi.
Se non avremo fatto l'errore di volerli cristallizzare, se sapremo accettare il cambiamento torneranno, con altre vesti, sotto altre forme, li riconosceremo e ci riempiranno il cuore di gioia.
30.5.12
Vorrei essere un caffè...
Ho ricevuto questo racconto da un'amica, mi è piaciuto...
Una figlia si lamentava con suo padre circa la sua vita e di come le cose le risultavano tanto difficili. Non sapeva come fare per proseguire e credeva di darsi per vinta. Era stanca di lottare. Quando risolveva un problema, ne appariva un altro...
Suo padre riempì tre pentole con acqua e le pose sul fuoco. Quando l'acqua delle tre pentole stava bollendo, in una collocò carote, in un'altra collocò uova e nell'ultima collocò grani di caffè. Lasciò bollire l'acqua senza dire parola.
La figlia aspettò impazientemente, domandandosi cosa stesse facendo il padre. Dopo venti minuti egli spense il fuoco. Tirò fuori le carote e le collocò in una scodella. Tirò fuori le uova e le collocò in un altro piatto. Finalmente, colò il caffè e lo mise in un terzo recipiente.
Guardando sua figlia, le chiese:
"Cara figlia mia, carote, uova o caffè?"
La fece avvicinare e le chiese che toccasse le carote: ella lo fece e notò che erano soffici.
Le chiese quindi di prendere un uovo e di romperlo: mentre lo tirava fuori dal guscio, osservò l'uovo sodo.
Poi le chiese che provasse il caffè, ed ella sorrise mentre godeva del suo ricco aroma.
La figlia domandò:
"Cosa significa questo, padre?"
Egli le spiegò che i tre elementi avevano affrontato la stessa avversità, "l'acqua bollente", ma avevano reagito in maniera differente.
La carota arrivò all'acqua forte, dura, superba; ma dopo avere passato per l'acqua, bollendo era diventata debole, facile da disfare.
L'uovo era arrivato all'acqua fragile, il suo guscio fine proteggeva il suo interno molle, ma dopo essere stato in acqua, bollendo, il suo interno si era indurito.
Invece, i grani di caffè, erano unici: dopo essere stati in acqua, bollendo, avevano cambiato l'acqua.
"Quale sei tu, figlia?", le chiese.
"Quando l'avversità suona alla tua porta, come rispondi?
Sei una carota che sembra forte, ma quando l'avversità ed il dolore ti toccano, diventi debole e perdi la tua forza?
Sei un uovo che comincia con un cuore malleabile e buono di spirito, ma che dopo una morte, una separazione, un licenziamento, una pietra durante il tragitto diventa duro e rigido?
Esternamente ti vedi uguale, ma sei amareggiata ed aspra, con uno spirito ed un cuore indurito?
O sei come un grano di caffè?
Il caffè cambia l'acqua, l'elemento che gli causa dolore. Quando l'acqua arriva al punto di ebollizione, il caffè raggiunge il suo miglior sapore.
Se sei come il grano di caffè, quando le cose si mettono peggio, tu reagisci in forma positiva, senza lasciarti vincere, e fai si che le cose che ti succedono migliorino, che esista sempre una luce che illumina la tua strada davanti all'avversità e quella della gente che ti circonda.
Per questo motivo non mancare mai di diffondere con la tua forza e positività il dolce aroma del caffè!".
16.4.12
Basta compiti?
Il dibattito è decisamente attuale:
Compiti a casa? SI O NO?
In Francia, per due settimane, i genitori "esenteranno" i propri figli dall'impegno di studiare una volta lasciata la scuola. Il boicottaggio è stato ideato dalla Fcpe - associazione di genitori dei ragazzi delle scuole francesi - che protesta contro "l'inutilità e l'ingiustizia" dei compiti a casa assegnati ai figli delle elementari.
Dall'appello pubblico del 15 marzo si è ora giunti alla protesta attraverso un blog, dove l'associazione chiede a insegnanti e genitori di organizzare due settimane senza compiti a casa e di immaginare altri modi per comunicare il lavoro fatto in classe.
In Francia esiste una legge del 1956 che vieta agli insegnanti di assegnare compiti a casa ai bambini delle scuole primarie. Ma i maestri caricano egualmente di compiti gli alunni.
Anche in Italia se ne sta discutendo, sui giornali e nei networks tra docenti.
Ecco alcuni articoli per farsi un'idea...
- Basta compiti, non è così che si impara
- Compiti a casa, il ministro Profumo dà ragione ai francesi
- Compiti a casa? Meglio farli
- Nella "guerra" dei compiti a casa, i prof che cosa fanno?
- I compiti a casa, doveri e valori. In difesa dello studio
- Compiti sette giorni su sette?
- I compiti a casa sono una tragedia
- Gli insegnanti si divertono sadicamente a dare i compiti a casa e masochisticamente amano perdere il loro tempo a correggerli?
- I genitori ritengono che in classi con numeri elevatissimi di allievi i propri figli abbiano spazio e tempo sufficienti per imparare, approfondire, esercitarsi e non abbiano più necessità di un momento di riflessione/studio individualizzato?
- E' possibile impostare diversamente le lezioni in modo tale da limitare al massimo l'impegno oltre le ore di lezione? Sono sicura di sì.
- In materie che richiedono studio (storia, geografia) una rilettura ed il provare a raccontare a casa quanto si è capito non ha mai ucciso nessuno. Se ne può fare a meno? A scapito di che cosa?
Io non sono nè sadica nè masochista: capisco che dopo 5 giorni di 8 ore a scuola ci sia bisogno di un meritato riposo. Ma so che ci sono bambini che a volte hanno bisogno di un "allenamento" maggiore che in classe non sempre si riesce ad offrire. In questi casi un buon dialogo e una collaborazione con le famiglie è importante. A volte bastano alcune indicazioni e una ricerca di comuni piccole strategie e anche il genitore più esasperato può sentirsi compreso. E anche con i colleghi l'organizzazione è importante, per evitare di dare compiti quando il collega ne ha già assegnati.
Personalmente assegno raramente compiti nel week end, a volte si tratta di semplici "allenamenti" (vedi tabelline).
Diverso il discorso per le vacanze estive dove l'idea di tornare a scuola dopo tre mesi senza avere mai "ripreso" qualche concetto appreso può essere dannoso.
Ma si possono far fare cose divertenti, come il tenere un diario delle vacanze in cui raccontare dove si è stati, cosa si è visto, raccogliere qualche notizia sui luoghi visitati, qualche sasso o conchiglia, appiccicare cartoline o biglietti di ingresso, disegnare... (lettura, scrittura, scienze, geografia,storia).
E per chi non si muove da casa? Il luogo in cui si vive offre le stesse possibilità, e può essere interessante scoprire insieme alla famiglia qualcosa sul proprio quartiere o città...
E voi, come la pensate?
13.4.12
Un dolore diviso è dimezzato, la felicità divisa è raddoppiata
Un amico mi ha mandato questo racconto via mail. Mi è piaciuto molto e quindi lo metto qui.
Due uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d'ospedale.
Ad uno dei due uomini era permesso mettersi seduto sul letto per un'ora ogni pomeriggio. Il suo letto era vicino all'unica finestra della stanza. L'altro uomo doveva restare sempre sdraiato.
I due uomini fecero conoscenza e cominciarono a parlare per ore. Parlarono delle mogli e delle loro famiglie, delle loro case, del loro lavoro, del loro servizio militare e dei viaggi che avevano fatto.
Ogni pomeriggio l'uomo che stava nel letto vicino alla finestra poteva sedersi e passava il tempo raccontando al suo compagno di stanza tutte le cose che poteva vedere fuori dalla finestra.
L'uomo nell'altro letto cominciò a vivere per quelle singole ore nelle quali il suo mondo era reso più bello e più vivo da tutte le cose e i colori del mondo esterno.
La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto.
Le anatre e i cigni giocavano nell'acqua mentre i bambini facevano navigare le loro barche giocattolo.
Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e c'era una bella vista della città in lontananza.
Mentre l'uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi dettagli, l'uomo dall'altra parte della stanza chiudeva gli occhi e immaginava la scena.
In un caldo pomeriggio l'uomo della finestra descrisse una parata che stava passando. Sebbene l'altro uomo non potesse vedere la banda, poteva sentirla. Con gli occhi della sua mente così come l'uomo dalla finestra gliela descriveva.
Passarono i giorni e le settimane. Un mattino l'infermiera del turno di giorno portò loro l'acqua per il bagno e trovò il corpo senza vita dell'uomo vicino alla finestra, morto pacificamente nel sonno. L'infermiera diventò molto triste e chiamò gli inservienti per portare via il corpo .
Non appena gli sembrò appropriato, l'altro uomo chiese se poteva spostarsi nel letto vicino alla finestra.
L'infermiera fu felice di fare il cambio, e dopo essersi assicurata che stesse bene, lo lasciò solo.
Lentamente, dolorosamente, l'uomo si sollevò su un gomito per vedere per la prima volta il mondo esterno.
Si sforzò e si voltò lentamente per guardare fuori dalla finestra vicino al letto.
Essa si affacciava su un muro bianco.
L'uomo chiese all'infermiera che cosa poteva avere spinto il suo amico morto a descrivere delle cose cosi meravigliose al di fuori da quella finestra.
L'infermiera rispose che l'uomo era cieco e non poteva nemmeno vedere il muro.
'Forse, voleva farle coraggio..' disse.
Epilogo: vi è una tremenda felicità nel rendere felici gli altri, anche a dispetto della nostra situazione.
Un dolore diviso è dimezzato, ma la felicità divisa è raddoppiata.
Se vuoi sentirti ricco conta le cose che possiedi che il denaro non può comprare.
L'oggi è un dono, e per questo motivo che si chiama presente.
Due uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d'ospedale.
Ad uno dei due uomini era permesso mettersi seduto sul letto per un'ora ogni pomeriggio. Il suo letto era vicino all'unica finestra della stanza. L'altro uomo doveva restare sempre sdraiato.
I due uomini fecero conoscenza e cominciarono a parlare per ore. Parlarono delle mogli e delle loro famiglie, delle loro case, del loro lavoro, del loro servizio militare e dei viaggi che avevano fatto.
Ogni pomeriggio l'uomo che stava nel letto vicino alla finestra poteva sedersi e passava il tempo raccontando al suo compagno di stanza tutte le cose che poteva vedere fuori dalla finestra.
L'uomo nell'altro letto cominciò a vivere per quelle singole ore nelle quali il suo mondo era reso più bello e più vivo da tutte le cose e i colori del mondo esterno.
La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto.
Le anatre e i cigni giocavano nell'acqua mentre i bambini facevano navigare le loro barche giocattolo.
Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e c'era una bella vista della città in lontananza.
Mentre l'uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi dettagli, l'uomo dall'altra parte della stanza chiudeva gli occhi e immaginava la scena.
In un caldo pomeriggio l'uomo della finestra descrisse una parata che stava passando. Sebbene l'altro uomo non potesse vedere la banda, poteva sentirla. Con gli occhi della sua mente così come l'uomo dalla finestra gliela descriveva.
Passarono i giorni e le settimane. Un mattino l'infermiera del turno di giorno portò loro l'acqua per il bagno e trovò il corpo senza vita dell'uomo vicino alla finestra, morto pacificamente nel sonno. L'infermiera diventò molto triste e chiamò gli inservienti per portare via il corpo .
Non appena gli sembrò appropriato, l'altro uomo chiese se poteva spostarsi nel letto vicino alla finestra.
L'infermiera fu felice di fare il cambio, e dopo essersi assicurata che stesse bene, lo lasciò solo.
Lentamente, dolorosamente, l'uomo si sollevò su un gomito per vedere per la prima volta il mondo esterno.
Si sforzò e si voltò lentamente per guardare fuori dalla finestra vicino al letto.
Essa si affacciava su un muro bianco.
L'uomo chiese all'infermiera che cosa poteva avere spinto il suo amico morto a descrivere delle cose cosi meravigliose al di fuori da quella finestra.
L'infermiera rispose che l'uomo era cieco e non poteva nemmeno vedere il muro.
'Forse, voleva farle coraggio..' disse.
Epilogo: vi è una tremenda felicità nel rendere felici gli altri, anche a dispetto della nostra situazione.
Un dolore diviso è dimezzato, ma la felicità divisa è raddoppiata.
Se vuoi sentirti ricco conta le cose che possiedi che il denaro non può comprare.
L'oggi è un dono, e per questo motivo che si chiama presente.
6.3.12
Matite
siamo capaci di colorare anche le pagine più nere della nostra vita
e di trasformare in saggezza
le brucianti ferite del passato.
p.s. non so chi l'ha scritta ma mi piace, la scrivo qui così non me ne dimentico...
21.2.12
Cambia il tuo sguardo
E a volte ci vorrebbero anche degli occhiali così...
14.1.12
Riaffioro...
Un bando internazionale, uno nazionale, la gestione di un nuovo portale, il sito della scuola, il sito del coro, 4 corsi di formazione da tenere, la gestione del progetto scuola digitale in Piemonte...e poi il "vero lavoro" a tempo pieno con 27 bambini.....Aaaaagh!
Come sempre però mi agito, mi spavento, penso che dovrei rinunciare a qualcosa ma poi...Mi piace!
6.12.11
Amicizia prof e alunni su facebook: parliamone

Il tema è interessante, un articolo di oggi su La Repubblica ha scatenato un bel dibattito tra insegnanti su Fb.
Una collega, Caterina Policaro, ha raccolto notizie e opinioni e ha scritto un bell'articolo, invitando chi vuole a commentare.
AMICIZIA PROF E ALUNNI SU FACEBOOK
4.11.11
Grazie Sandro
Sandro aveva 40 anni, lascia la moglie e il figlio Francesco di otto anni. E' la nona vittima dell'alluvione che ha colpito le Cinque Terre.
Il volontario sardo è stato travolto dal fiume di fango a Monterosso al Mare (Sp) il 25 ottobre scorso, e ritrovato morto in mare.
Lui e la moglie si erano lasciati all'ora di pranzo perche' Sandro doveva andare a sistemare i tombini con il sindaco e il resto della squadra antincendio. "Guarda che piove troppo resta qui" gli aveva detto lei. "Ma lui era generoso, energico, sempre il primo ad aiutare - dice il sindaco di Monterosso Angelo Betta -. Anche martedi' e' stato il primo. Noi davamo la voce ai negozianti per chiudere, lui con la jeep ci ha portato le pale e gli attrezzi. Dovevamo dare sfogo all'acqua". Sandro Usai "ha visto qualcosa che a noi e' sfuggito - ha aggiunto il sindaco - credo due in difficolta' al bar Fast". "Quando e' arrivata l'onda - aggiunge il caposquadra Marco Bernardi - siamo fuggiti nel vicolo vicino. Lui era dietro di me e in un attimo e' sparito".
Poteva scappare, poteva pensare solo ai suoi, poteva lasciar fare ad altri. Non lo ha fatto.
Grazie Sandro.
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