17.6.06

gay pride nazionale a Torino


Divertente, colorato, rumoroso, caloroso, commovente, curioso: tuffo nel gay pride in centro a Torino.
C'erano gay, mamme e papà di gay, sorelle e fratelli di gay, amiche e amici di gay, praticamente c'eravamo tutti, e chi mancava si è perso un bel momento.
Sto preparando un bel po' di foto che ho scattato.
Eccole qui

3 commenti:

  1. Molto brutto, secondo me. Clima da discoteca diffusa. Sguaiatezza molta, diritti, etica, politica, pochi. Lontano anni luce da quello di Roma. Lo dico essendo orgoglioso che nel parlamento della repubblica queste istanze trovino rappresentanza.

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  2. Molto brutto, secondo me. Clima da discoteca diffusa. Sguaiatezza molta, diritti, etica, politica, pochi. Lontano anni luce da quello di Roma. Lo dico essendo orgoglioso che nel parlamento della repubblica queste istanze trovino rappresentanza.

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  3. Torino, ore 16-Porta Susa.
    Io ci sono!
    Sono qui nell'afa di una giornata che non ha deciso ancora se offrirà il refrigerio della pioggia o ci terrà sospesi nella calura priva di aria, che contraddistingue Torino in estate.
    Ritocco il trucco di un amico che ha deciso di sfilare ,di operare il suo outing ."finalmente" mi dico.
    Colori, suoni,urla,schiamazzi,tentativi di canalizzare, di organizzare un entusiasmo di per sè incontemibile.... falliti.
    Io ci sono!
    Mi guardo intorno e incrocio sguardi di persone conosciute, di amici , di amici degli amici, di amiche, di sconosciuti curiosi e affamati di scoprire un mondo lontano dal loro ,di altre che semplicemente sorridono di fronte a questa esplosione di esibizionismo.
    Sono stranamente coinvolta e partecipe ,voglio esprimere anche io la mia solidarietà ,consapevole che qualunque rivendicazione di diritti negati, vada posta nei termini dovuti.
    Questo mi pare il termine giusto!
    Ci muoviamo con una lentezza elefantiaca,al ritmo ossessivo di musiche che variano di metro in metro, mentre la gente, ai bordi della strada applaude, sorride, sghignazza.
    Eppure io so che ad ogni sorriso beffardo risponde una minima presa di coscienza che i diversi, il popolo dei gay, esiste ed ha diritto di rivendicare la propria esistenza e con essa , i propri diritti.
    Molti gli slogan politici, molte le sferrate a Ruini,alla chiesa che chiude ancora le porte ad un amore che nulla ha diverso dall'amore legittimato dal sacro contratto del matrimonio civile e religioso.
    Cresce in me la conferma che le scelte ,quando non conformi, per essere espresse e ascoltate , necessitano di esibizione e ritorno con i ricordi agli anni felici/infelici della mia giovinezza ,in cui, per rivendicare la libertà di donna e l'uguaglianza all'uomo,dovevo anche io scendere in piazza e urlare .
    Sono in Via Po, in un tripudio di folla.Con sorpresa noto che ormai sono molti di più gli spettatori,i normali, che accompagnano il corteo.
    Vedo mio figlio, i suoi amici, le sue compagne di università...e come per magia i miei occhi fra la folla scorgono mia madre, sotto i portici anche lei è venuta a vedere .
    Ci guardiamo,ci sorridiamo e sembra che all'unisono ci si dica:
    IO CI SONO!
    Quanti anni sono passati per me ,per riuscire ad operare questo miracolo, eppure la storia ,pur ripetendosi, evolve.
    Questo miracolo me ne ha dato la conferma.
    Morgana

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