Pensieri, parole, opere, e soprattutto omissioni (Mi piace l’ordine, ma non sono praticante)
27.6.13
Scendo pedalando
Scoperto per caso attraverso un contatto su Fb con suo padre, grande mente matematica, pedalatore e musicista.
Mi piace molto!!!
23.6.13
20.6.13
17.6.13
Robotica educativa: un metodo per la didattica laboratoriale
Il numero di giugno della rivista Bricks è dedicato alla robotica nella didattica: molte esperienze e idee interessanti, da non perdere!
Bricks numero di giugno
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10.6.13
La privacy a scuola, guida aggiornata
Grazie a Roberto Sconocchini che ha segnalato questa importante novità: il garante per la protezione dei dati personali ha aggiornato la guida sulla privacy a scuola, aggiungendo importanti puntualizzazioni sull'uso di tablet e registri elettronici.
La guida si può scaricare dal post di Roberto
9.6.13
Stop ai banner pubblicitari? Si può!
Stufi della pubblicità nelle pagine che visitate?
Esiste ADD BLOCK che ve le elimina.
Quando verrà fatta giustizia? Ieri!
Un paio di mesi fa alcuni dipendenti avevano già vinto la loro “battaglia” contro lo CSEA, ieri è toccato agli altri 10 dipendenti.
Nelle aule del Tribunale di Torino il giudice Visaggi, dopo 24 ore, ha dato ragione ai lavoratori.
Per leggere come è andata
Tra tante brutte notizie una che dà un po' di speranza ogni tanto ci vuole.
5.6.13
La strategia della pallina
Mi chiamo Lapo e riporto palline
questo so fare bene
questo so fare bene
sono
nato così e
tutto
resto non lo conosco
Allora
per vivere riporto palline e se il mio padrone me le rilancia continuamente io le riporto ancora e ancora perché questa
è la mia natura
e
di palline me ne hai lanciate tante
per
3700 giorni
per
14800 passeggiate nel parco
e
ho consumato 3200 scatole di cibo e circa 800 pastoni fatti in casa
ho
riempito di feci 7000 sacchetti di plastica
e
ho corso moltissimo semplicemente
perché
volevo e sapevo riportare palline
sono
cresciuto imparando a correre nei boschi
inseguendo la tua bicicletta, sulla tua moto e dentro uno zaino
e ho nuotato nella neve alta d'inverno
e ho nuotato nella neve alta d'inverno
e
in mezzo alle nuvole dei monti tra gli animali più strani
Se
tu dormivi io dormivo, se tu camminavi
io ti seguivo,
se ti fermavi io ti aspettavo
se ti fermavi io ti aspettavo
perché
io sono stato tuo e tu sei stato mio senza ieri o domani
non
tradendo le tue attese,
perché
un cane non sa cosa sia il tradimento
perché
un cane è felice di ciò che possiede
quando
il mondo è diventato nero non è cambiato
niente;
cercavo
gesti più consueti e orari scanditi dai
rumori ma la pallina sbatteva forte a terra
e questo bastava per trovarla
poi
sono morto
e
la pallina si è fermata per sempre
il
mio compito è finito
ho
fatto tutto quello che era nella mia natura
e
ti ho amato e sono stato amato perché ci ha fatto bene esistere insieme
tutto
qui
Augusto
4.6.13
2.6.13
Quanto l'ironia è intelligente
Per combattere la demotivazione dilagante tra gli studenti, questo preside britannico ha sfoderato astuzia e autoironia, stuzzicandoli con una proposta veramente indecente.
“In dicembre vi avevo promesso che, se aveste raggiunto gli obiettivi scolastici prefissati, avrei ballato per voi. Bene, vi siete impegnati in modo incredibile, raggiungendo risultati senza precedenti nella storia del nostro istituto”.
Ogni promessa è debito e il preside del liceo Penketh lo sa bene.
Jeff Hughes si è quindi calato negli stravaganti panni di Psy, regalando ai suoi ragazzi una versione esilarante di Gangnam Style.
Movenze studiate nei dettagli e atteggiamento convinto, il preside è diventato il nuovo idolo degli studenti. Meritatamente."
Lui andrà in pensione alla fine di quest'anno scolastico.
Le persone che appaiono con lui nel video sono insegnanti della scuola.
Meraviglioso.
Fonte: Tgcom24
L'anello intorno al sole
Questo è lo strano effetto che stiamo vedendo nella zona di Torino, un alone colorato intorno al sole...
Un po' inquietante, ma l'effetto è spiegato scientificamente.
1.6.13
Fiori per la maestra
Visto che la primavera tarda, questi fiori da parte dei bambini e dei loro genitori sono stati particolarmente graditi!
31.5.13
Regioni italiane
E questo è un bel lavoro del collega Giuseppe Auletta dedicato alla geografia e alle regioni italiane.
Un grazie anche a lui per questa utile risorsa.
La Grande Guerra
L'amico Paolo Gallese ha segnalato questa sua ultima fatica:
"Questo lavoro sulla Grande Guerra 15/18 eseguito in Prezi è disponibile e lo si può utilizzare al link qui proposto. E' utilizzabile solo on line e raccoglie una serie di filmati tematici realizzati da "La Storia siamo noi" di Rai Storia. E' dedicato ovviamente alla scuola secondaria e può essere navigato liberamente (semplicemente cliccando i filmati di interesse) oppure seguendone il percorso via via di approfondimento (cliccando la freccina in basso). E' diviso in 7 capitoli, che osservano il fenomeno da diversi punti di vista, lasciando tuttavia al docente la scelta di volta in volta dei temi da presentare, o dei singoli sottocapitoli sui quali soffermarsi (i capitoli si dividono infatti in 4 parti filmate). Il filmato "Il mondo prima" è propedeutico al periodo storico. I 4 ulteriori e finali filmati "Testimonianze" ricostruiscono attraverso la voce di protagonisti il contesto politico e sociale dell'Italia del tempo e le conseguenze del conflitto.
Un uso semplice della tecnologia per esplorare in modo abbastanza completo, trasversale e variegato un momento cruciale della storia di tutti noi."
30.5.13
il mio elogio della lumaca
E' da un po' che mi frulla l'idea di scrivere qualcosa sulla lumaca...Normale no?
In realtà il pensiero parte da molto più lontano, da quando ho iniziato a pensare che se fosse stato dato a me il compito della Creazione (perchè no?) non avrei fatto assolutamente così gli esseri umani.
I difetti di fabbricazione sono tantissimi ma in particolare mi concentrerò su quelli legati alla sessualità.
Mi chiedo perchè siamo stati fatti maschi e femmine, quando all'apparentemente insignificante lumaca è stata data l'opportunità di essere contemporaneamente le due cose. Per procreare le lumache si accoppiano e si fecondano vicendevolmente e se ne vanno a mettere al mondo le loro creature, soddisfatte sia come padre sia come madre.
Ma ci pensate a quanti problemi in meno avrebbe avuto l'umanità?
I soprusi e le violenze sulle donne, le conquiste delle Terre sempre seguite da stupri, i diritti negati con la scusa della religione, la non accettazione del gay (dolore, emarginazione, suicidi) e per parlare di cose più semplici e casalinghe pensate alla gelosia, al tradimento...
I soprusi e le violenze sulle donne, le conquiste delle Terre sempre seguite da stupri, i diritti negati con la scusa della religione, la non accettazione del gay (dolore, emarginazione, suicidi) e per parlare di cose più semplici e casalinghe pensate alla gelosia, al tradimento...
Poi certo c'è la parte bella, quella delle emozioni, dei sentimenti che fanno scrivere poemi e poesie e girare bellissimi film, della cura dei piccoli...Ci si sarebbe dovuti limitare a queste meraviglie nella progettazione!
Quest'anno con i bambini a scuola abbiamo guardato meravigliosi documentari sugli animali, sul loro ambiente di vita, sul loro modo di vivere perfettamente in sintonia con tutta la catena alimentare e il loro habitat.
Solo noi roviniamo tutto inquinando, distruggendo, deturpando in modo irreparabile l'ambiente, umiliando, ferendo o uccidendo le femmine della nostra specie.
Se l'obiettivo del crearci uomini e donne era il farci diventare la razza più evoluta, direi che quello che siamo ora non può ritenersi davvero un bel risultato, tranne alcune eccellenze.
Se l'obiettivo del crearci uomini e donne era il farci diventare la razza più evoluta, direi che quello che siamo ora non può ritenersi davvero un bel risultato, tranne alcune eccellenze.
Manca spesso una vera educazione all'affettività, allo stare insieme nel rispetto reciproco, al vedere il femminile nel maschile e il maschile nel femminile;
un'educazione all'esprimere sentimenti di amore e al saperli accogliere e custodire, senza paura di apparire fragili, di mostrare le debolezze.
E quando queste cose non mancano tutto ruota comunque intorno all'essere maschio e femmina, e ci si ritrova destinati a unirsi o a stare per sempre lontani.
E quando queste cose non mancano tutto ruota comunque intorno all'essere maschio e femmina, e ci si ritrova destinati a unirsi o a stare per sempre lontani.
Se fossi stata io il Creatore ci avrei fatti con sembianze umane ma con le caratteristiche delle lumache: con due cornine per saggiare il mondo circostante, tanta saggia lentezza e delicatezza, e due sessi.
p.s. non sono la sola a vedere in questi animali qualcosa di speciale...
La pedagogia della lumaca
...E per chi dice che però l'atto sessuale vale tutti questi inconvenienti, leggete come si divertono loro
Il sesso delle lumache
...E per chi dice che però l'atto sessuale vale tutti questi inconvenienti, leggete come si divertono loro
Il sesso delle lumache
29.5.13
Come mangiano gli animali il loro cibo
Ottimo per fare scienze e per l'educazione allo stare a tavola!
Respiro
Questa è una lettera scritta da una maestra. La maestra si chiama Margherita Aurora, e vive e lavora a Copparo, uno dei paesi dell'Emilia colpiti l'anno scorso dal terremoto.
E' il suo personale modo di ricordare quelle ore, vissute in classe con i suoi bambini.
Una testimonianza di coraggio e di affetto che vale la pena leggere e far leggere.
Le pratiche burocratiche quotidiane mi sono sempre state strette e a fine anno arrivo a detestarle, in quanto reiterate per nove mesi.
Sulla cattedra due grandi borse piene di opuscoli, pronti per essere distribuiti: riportano i copioni dello spettacolo teatrale che si è tenuto un paio di settimane fa e che i bambini hanno interpretato benissimo, rendendomi, come spesso accade, orgogliosa di loro e conseguentemente di me.
Si sente un tuono in lontananza, che non riesco a definire: un brontolio sommesso, un tir che passa, un russare pesante, poi mi gira fortissimo la testa e inizia a tremare tutto.
Il mio sguardo si fissa sui ragazzi, che sgranano gli occhi, increduli, trattenendo il fiato.
Incrocio Matteo, il mio biondissimo dirimpettaio, che nelle iridi blu ha un interrogativo: che si fa? Dico perentoria: “Sotto i banchi!” e loro ubbidiscono, rapidissimi, senza alcuna discussione, fidandosi ciecamente di me che ora sono il capobranco.
Il silenzio è irreale. Qualcuno ridacchia sommesso, la reazione tipica che hanno i piccoli quando sono spaventati o vedono qualcosa di nuovo.
Sotto la cattedra, come un generale in trincea, controllo che i miei soldatini siano tutti al riparo: c’è una specie di feritoia che mi consente di guardarli, mentre tutto continua a tremare: vedo Omaima rannicchiata, vedo Salvo che si fa piccolo nonostante sia grande quasi quanto me, vedo gli occhi sbarrati di Majda, sulla destra. Mi ripeto, come un mantra: ora finisce.
Poi mi rendo conto che non è così e la mente inizia a pensare cose orribili: cosa accadrebbe se cadesse qualcosa, una lampada, un armadio… il silenzio urla come se esplodesse e allora sento la mia voce, come se non fossi io a parlare, rassicurare i ragazzi. “Siete stati molto veloci ad andare sotto i banchi! Bravissimi! Ora lo sapete, aspettiamo la fine della scossa e poi usciamo in cortile!” E intanto, tutto trema, ancora.
Almeno 15 secondi, lunghissimi. Provate a contare fino a 15, poi capirete.
Gli arredi vanno su e giù, avanti e indietro, senza sosta, mentre il rumore continua sommesso e i nostri respiri si fanno più pesanti e trafelati.
La mia mente va a mio figlio, in sede, una scuola che ha più di cent’anni e lui è in un’aula in mezzo al corridoio, spero che riesca ad uscire subito, indenne.
Mi assale la nausea, mi gira vorticosamente la testa.
I bambini si aspettano che io sia forte e in questo momento decido coscientemente di interpretare questo ruolo, quindi lo sarò, ma dentro ho paura. Per la prima volta, nella mia vita, ho paura di morire.
Molto lentamente i sobbalzi diminuiscono, suona una campana in lontananza, io dico decisa “Fila d’ordine!” e subito tutti sgusciano fuori da sotto i banchi, e in un secondo sono in fila, Martina ha pure il tempo di ricordarmi di prendere il registro, che peraltro è già tra le mie mani.
Ci avviamo spediti verso la scala antincendio e la scendiamo dalla parte interna, così come previsto dal piano di evacuazione: siamo svelti, ordinati, silenziosi. Ventuno piccoli soldatini ninja, i gradini di ferro non rimbombano sotto i nostri piedi.
Mentre scendo l’aria fresca ed il sole sul volto mi iniettano una dose di realtà dopo l’esperienza quasi onirica che ho appena vissuto in aula, e temo che capiti qualcosa ora, nel momento di maggiore vulnerabilità.
Temo che ci sia una nuova scossa e la scala ceda accartocciandosi come un foglio d’alluminio, che qualcuno inciampi, che escano all’improvviso quelli delle medie e ci spintonino, presi dal panico.
Ma non accade. Tocchiamo terra, tutti sani e salvi.
Mi rendo conto solo ora che il cuore batte come un tamburo nel petto, ne sento il rimbombo nelle orecchie, respiro affannosamente.
I bambini, finora silenziosi, iniziano a parlare a voce altissima e, uno dopo l’altro, si mettono a piangere. Li distraggo facendo loro mille complimenti su come si siano comportati correttamente.
Li svio facendo l’appello. Tento di distoglierli dicendo che possono giocare un po’ sul prato. Niente da fare, hanno paura.
Allora faccio quello che mi sento, cioè li consolo, li abbraccio uno ad uno, a gruppi, a coppie. Dico loro quelle paroline dolci che vorrei, in questo momento, qualcuno dicesse ai miei figli, i miei due bambini di cui non so nulla, ancora.
E finalmente ecco, si sciolgono, si rasserenano.
Nel frattempo mi dicono che in sede è andato tutto bene, che i miei figli sono al sicuro.
Guardo le colleghe, stravolte, schiacciate dal peso della responsabilità sulla vita dei nostri alunni.
Non sono passati che cinque minuti e i primi genitori arrivano correndo.
La testa non si ferma ancora, gira che è una meraviglia, ma sotto questo profumato sole di maggio finalmente so che alla fine siamo salvi, che nulla di grave è accaduto a me o ai miei cari.
E sento, forte dentro di me, la consapevolezza che il primo TG che vedrò mi parlerà di morti e rovine.
Ma io sono qui, viva.
Non so quanto tempo dovrà passare perché queste sensazioni e queste paure mi abbandonino.
Respiro."
28.5.13
Sosta
Ci provo a essere leggera...
Poi mi impiglio tra i rami,
mi sciolgo un poco in pioggia, mi gonfio e stanca
me ne sto tutta sola
a guardare dall'alto
senza curiosità e allegria
Si ripartirà
oh sì,
si ripartirà
ma stasera resto e faccio fiorire
questo tronco che mi lega a terra
che quasi sempre frena
ma adesso mi rassicura
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