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23.4.23

Due Giorni tra Parma e Piacenza

 


Parma, il labirinto della Masone, il castello di Fontanellato, i colli piacentini e Castell'Arquato. Pedalando e camminando.

QUI LE FOTO

6.11.22

Mare e boschi

Anello sopra Sanremo. Salita (1128 mt) al sole con arietta deliziosa, discesa all'ombra umida e gelidissima. Ma i boschi sono bellissimi!
Poi si ritorna sul mare e la gente fa il bagno...





25.8.22

Da Torino al delta del Po

Da sabato 13 a lunedí 22 agosto 2022.

Questo è stato il sogno avverato di un viaggio già fatto vent'anni fa, e che era rimasto nel cuore.

Questo è stato un viaggio per onorare il fiume Po e tutti i fiumi a lui legati, in un anno che li ha visti ridotti ai mimini termini, un anno che temiamo sia solo il preludio di ciò che sarà.

Da Torino al delta in bicicletta, seguendo anse e argini, strade e piste ciclabili. 


Le tappe:

  • Torino Valenza
  • Valenza Pavia
  • Pavia Piacenza
  • Piacenza Casalmaggiore
  • Casalmaggiore Sustinente
  • Sustinente Ferrara
  • Ferrara Mesola
  • Mesola Cà Tiepolo (Sacca degli Scardovari)
  • Cà Tiepolo Rovigo (con rientro a Torino in treno).

Pedalare imparando

Quando il viaggio sugli argini o in certe strade secondarie diventava un po' monotono ricordo che anni fa accendevamo una radiolina e viaggiavamo appaiati. In questo viaggio abbiamo messo le cuffiette e ascoltato i podcast di Alessandro Barbero. E' stato un viaggiare immersi nella natura e nella storia, tre puntate sulla prima guerra mondiale, poi Caporetto, poi la guerra civile americana...


Animali incontrati

Uccelli trampolieri di tutti i tipi compresi gli ibis sacri, che da anni abbiamo scoperto che hanno scelto le risaie del Piemonte.

Anatre e cormorani.

Cerbiatti, lepri e qualche nutria.


Sole e pioggia

Abbiamo avuto giornate molto calde che non ci hanno permesso di "spalmare" in più ore le pedalate. La prudenza ha suggerito di concentrare gli spostamenti dalla mattina verso le 8 fino alle 14.

La tappa che doveva avvicinarci a Ferrara era troppo lunga, avevo optato per una notte nel paese di Bondeno. Sapevate che esiste Bondeno in provincia di Mantova e Bondeno in provincia di Ferrara? Noi no, e siamo finiti sotto il diluvio a Bondeno di Mantova. Ce ne siamo accorti quando abbiamo chiesto informazioni nel piccolo bar ristorante in cui siamo rifugiati e abbiamo mangiato gnocco fritto e affettato.

A quel punto era tardi, continuava a piovere e la soluzione migliore è stata pedalare per qualche chilometro per poi prendere un treno ed arrivare direttamente a Ferrara.

Lì nella notte si è scatenata la bomba d'acqua e abbiamo scoperto che proprio Bondeno di Ferrara era stato il paese più colpito il giorno prima.

A Ferrara ci siamo fermati un giorno in più, al mattino erano evidenti i danni provocati dal passaggio della depressione atmosferica, strade e sottopassi allagati, alberi abbattuti...Il sole è riapparso in tarda mattinata regalandoci la possibilità di camminare più comodamente tra le vie di questa bellissima città, con il suo centro storico grande, pedonale e ciclabile.


Acqua che manca, acqua sprecata.

Nonostante la grave siccitá, i pilastri dei ponti completamente scoperti e le grandi isole sabbiose, lungo il percorso abbiamo visto chi ancora nelle ore più calde innaffia i campi di mais con gli idranti, ma soprattutto ci ha colpito vedere coltivazioni bruciate dal sole a fianco di campi da golf e da calcio verdissimi, e i verdi fossi bagnati intorno alla ditta Bulgari a Valenza. Contraddizioni forti, quando mangeremo palline da golf e gioielli forse ne capiremo il motivo.

 

Treni e bici

Abbiamo potuto apprezzare alcune delle migliorie fatte per chi vuol trasportare le bici in treno. Il rientro da Rovigo ha imposto tre cambi su regionali, alcuni con

le nuove carrozze adibite al trasporto bici. Ottima cosa ma i posti sono solo 4 per treno, e se il treno è molto affollato le persone si accalcano e appoggiano sulle bici. Eppure abbiamo pagato 3 euro e 50 a bicicletta. Soprattutto d'estate è importante aumentare i posti per permettere ai tanti ciclisti e cicloturisti di usufruire del treno per alcuni spostamenti e i rientri. 

Nessun sottopasso di stazione è attrezzato per cui bisogna sollevare bici e borsoni e fare le scale, certo faticoso e rischioso se si fa tra la gente.

Un altro problema è che non si ha modo di sapere in anticipo dove sará la carrozza per le bici e per coincidenze molto veloci  questo si rivela stressante.


La cosa più bella

La cosa più bella è il viaggio, il continuo lento movimento. Quando pedali sugli argini vedi il mondo scorrere un po' più in basso, sei parte di un immenso diorama. Ci si stupisce ed emoziona per uno stagno coperto di verdissime lenticchie d'acqua, il volo di un airone, le increspature sull'acqua del fiume al tramonto, le risaie, i filari di pioppi, i casolari abbandonati rivestiti dai rampicanti...



20.7.22

Quattro giorni speciali

Siamo partiti in treno alle 5:55 dalla stazione di Grugliasco, con le nostre bici e il nostro carico nelle borse e aspettative nella testa.

Arrivati a Bardonecchia, dopo uno strudel e un caffè, abbiamo iniziato a salire verso la Valle Stretta, per poi continuare fino al Colle della Scala. Finalmente un po' di fresco, anche se già scendendo verso Briancon le temperature sono tornate a salire...


Abbiamo proseguito fino a quella che avevamo stabilito come prima tappa: Guillestre. Lungo la strada il caldo si è fatto davvero pesante, ed è stata una vera gioia fare una pausa vicino a questo piccolo lago, accompagnati da una piacevole musica manouche.

A Guillestre per raggiungere l'albergo c'era ovviamente un'ultima salita al 12 %.



Il viaggio del giorno dopo ha previsto il bel percorso lungo la valle del Queyras e la risalita lungo la strada che porta al Colle dell'Agnello, ma ci siamo fermati a 13 km dalla vetta dove avevamo prenotato presso un rifugio, lo Chalet Genepy, a Molliéres en Queyras. Per raggiungerlo la salita era molto peggio di quella del giorno prima, ma la fatica è stata ricompensata dalla vista e dalle decine e decine di marmotte che uscivano e correvano e fischiavano nel prato dietro al rifugio.  Oltre alle marmotte c'erano anche le pecore e abbiamo avvistato un lupo.












All'alba del giorno seguente siamo ripartiti e abbiamo affrontato la salita al Colle dell'Agnello. Molti anni fa avevamo già raggiunto il Colle ma dal versante italiano. Dal versante francese la salita è meno dura e il paesaggio è bellissimo. Il rifugio a due km dalla cima apriva qualche ora più tardi  ma i responsabili avevano lasciato a disposizione un thermos di caffè caldo e dei biscotti per chi fosse passato di lì.





Al Colle i polmoni si sono riempiti di ossigeno e aria fresca e gli occhi hanno spaziato dal versante italiano a quello francese. Ci aspettavano poi tantissimi chilometri di discesa, interrotti solo da un panino al vitello tonnato a Ponte Chianale, per arrivare a Saluzzo. 

Il caldo soffocante ci ha suggerito di fermarci per la notte, e la mattina dopo abbiamo percorso gli ultimi 60 chilometri fino a casa.

Rientriamo in città, con un clima meteorològico e politico soffocante, ma con negli occhi e nel cuore tanta bellezza commovente. La natura è lì, maestosa e fragile, basterebbe saperla amare e rispettare saprebbe renderci tutti felici. 




7.5.22

Viola non lavanda


A pochi metri sfrecciano le macchine, a pochi metri scorre il Po a Moncalieri. Basta un sentiero e sei in un mondo diverso.

30.8.21

Vacanze dolomitiche

Otto giorni, solo otto giorni, ma un gran concentrato di bellezza e emozioni.
Domegge di Cadore, il suo lago e il lago di Auronzo, la ciclabile delle Dolomiti fino a Cortina con le sue antiche stazioni, la bellissima valle Fiscalina...

E poi Pocol, la salita ai passi Falzarego e Valparola in bici, la camminata tra le nuvole al Lagazuoi e ai suoi ricordi di guerra, le Cinque Torri, il passo Giau che io non ho avuto le gambe per affrontare ma Augusto si...


Il finale a Belluno, due giorni con il gruppo di amici di Tecnologie nello zainetto, una rimpatriata per lavorare ma soprattutto per stare di nuovo insieme.








20.7.21

Un anello sopra il mare


Imperia, Dolcedo, Pantasina, Colle D'Oggia, Carpasina, Badalucco, Arma di Taggia, Imperia.

Sole, diluvio, fatica e soddisfazione.


16.5.21

Inaugurazione della "Casetta della Mobilità Sostenibile" : Ciclofficina Porporati

Sotto,  quello che il nostro Presidente dell'Associazione Antonio Barbaro avrebbe voluto dire e nel video invece quello che ha detto...😂

Buon pomeriggio a tutti e a tutte; benvenuti e benvenute alla “Casetta della Mobilità Sostenibile”. Come molti di voi sanno, il progetto GRUgliaschiAMO, nato nel 2016, per poi diventare un’Associazione nel 2017, ha come obiettivo principale quello promuovere la mobilità sostenibile.

Per “mobilità sostenibile” intendiamo l’utilizzo di mezzi alternativi all’automobile privata quando ci spostiamo soprattutto in ambito urbano. Piedi, bici, monopattini, micromobilità elettrica, TPL, ecco come dovremmo spostarci in città se proprio non possiamo fare a meno di utilizzare la nostra auto.

Abbiamo deciso di chiamare questo spazio, questa casetta, questi pochi metri quadri,  la “casetta della mobilità sostenibile” e non semplicemente “ciclofficina”, perché vogliamo che sia un luogo in cui, oltre ad uno spazio dedicato alla riparazione e manutenzione della bici, possano nascere, svilupparsi e realizzarsi progetti, iniziative, eventi, volti a ridurre l’uso dell’auto privata e a comprendere l’importanza di una mobilità attiva, dolce e lenta. 

Un piccolo spazio per far nascere grandi idee per rendere Grugliasco un posto più bello e noi persone migliori.

In questa casetta vogliamo promuovere l'uso quotidiano della bicicletta per ottenere un cambio di paradigma, di mentalità, di abitudini. Pensiamo che debbano essere le persone, non le auto, al centro della mobilità urbana. Lo spazio urbano, la strada, è di tutti a partire dai più deboli, dai più fragili (es. bambini, anziani).

Vogliamo promuovere, a partire da questa casetta, una città, una Grugliasco a misura di persone, di famiglie, bambini e non di auto (al di là se elettriche o a combustione). Ecco perché l’Associazione GRUgliaschiAMO, sin dalla sua nascita, si è rivolta principalmente alle famiglie, 

Vogliamo far comprendere per il tramite dei bambini, agli stessi genitori e familiari, i benefici di una mobilità diversa da quella che conosciamo e normalmente pratichiamo.

E’ nostra intenzione sviluppare progetti con le scuole, far diventare questo spazio un luogo frequentato dalla famiglie con i propri figli. Abbiamo diverse bici di taglia piccola che metteremo a disposizione dei bambini che ne faranno richiesta nelle giornate di apertura della casetta.

Vogliamo promuovere il bike to school come quello appena fatto il 30 aprile 2021.

Ci faremo inoltre portavoce nei confronti delle istituzioni, dell’amministrazione comunale, come già fatto la scorsa settimana per la scuola Ciari e Luxemburg, nel richiedere l’istituzione di zone scolastiche, zone car free, di piazze scolastiche, in cui le auto non transitano negli orari di entrata e uscita dai plessi scolastici.

Stiamo collaborando a progetti come GRU.CO. promosso dall’associazione GREENTO LEGAMBIENTE.

La “casetta della mobilità sostenibile” è un luogo, uno spazio fisico, reale. Va bene essere social ma bisogna anche guardarsi in faccia e sporcarsi le mani (in tutti i sensi). Vogliamo che sia un luogo di condivisione di saperi, uno spazio di apprendimento. Terremo aperta questa casetta, a seconda delle stagioni, 2/3 volte la settimana per qualche ora. 

Non occorreranno tessere associative per accedervi; l’accesso sarà libero e gratuito. Potrete disporre delle attrezzature che vi metteremo a disposizione per le piccole attività di revisione, manutenzione e riparazione. Nel corso dell’anno faremo anche dei corsi gratuiti.

Questo luogo vuol essere anche un posto dove possa trovare accoglienza la parola RIUSO. Se volete disfarvi di una bici (grande o piccolissima), anche rotta in più parti, donatela alla Ciclofficina. Verremo noi a ritirarla. Proveremo a risistemarla o a utilizzare alcuni componenti su altre bici 

Le bici risistemate verranno messe a disposizione delle attività promosse dall’associazione GRUGLIASCHIAMO APS

Questa “casetta”, inoltre, vuole essere un luogo, uno spazio, di socialità.

Uno spazio dove nascono e si sviluppano idee, anche al di là della promozione della mobilità sostenibile, che, però, abbiano a cuore la nostra comunità di riferimento. Faremo delle serate di approfondimento su tutto ciò che riguarda un modo nuovo e sostenibile di vivere la propria comunità. 

Vi chiediamo di frequentarla per proporre idee, progetti, iniziative, segnalazioni.

Idee che rendano Grugliasco, il nostro territorio, un posto più bello, migliore in cui poter esprimere appieno le nostre qualità, attitudini ed interessi.

La bici simbolo di un nuovo UMANESIMO, di un nuovo modo di relazionarci, consapevoli dell’importanza di prendersi cura delle relazioni, di queste linee invisibili che rendono più feconda la nostra comunità.

Infine, vogliamo che la casetta diventi un luogo di benessere, direi di ecofelicità.

L’ultimo libro dello storico Stefano Pivato, uscito qualche mese fa, si intitola proprio “La felicità in bicicletta”.  Chi va solitamente in bici sa bene che la bici è un moltiplicatore e distributore di felicità. 

Felicità perché anche dal punto di vista biochimico quando pedaliamo il nostro corpo produce endorfine ossia l’ormone del benessere, della nostra felicità.

Credere nella sostenibilità, parola tanto usata e abusata, significa anche impegnarsi in prima persona per una sua applicazione pratica.

Il mare è fatto di tante gocce e questa casetta è una goccia. Ma come dice Papa Francesco la cosa peggiore che possiamo fare è sprecare questa pandemia e ritornare come prima.

Proviamo a cambiare le nostre abitudini e chiediamoci ogni volta che usciamo di casa per raggiungere una destinazione: posso utilizzare un mezzo che non sia l’auto privata? Vedremo che la risposta sarà il più delle volte si. 

Il cambio di abitudine, il beneficio psico fisico che ne trarremo, farà si che ci chiederemo come mai non l’abbiamo fatto prima; proviamo concretamente ad innescare un circolo virtuoso di cambiamenti, ne trarrà beneficio la qualità della nostra vita e degli spazi urbani intorno a noi.

Un ultimo messaggio vorrei rivolgerlo ai giovani, in particolare ai ragazzi del Progetto Grugliascogiovani che hanno realizzato il bellissimo murales sulla parete esterna, a cui va il mio, ma anche il ringraziamento di tutta la comunità. A loro chiediamo di frequentare questo spazio, di sentirsi a casa. Questa è anche la loro casa.

Parafrasando Churchill, prima saremo noi a dare “forma” alla nostra "Casetta della Mobilità Sostenibile", poi sarà questa a dare “forma” a noi. I ragazzi del progetto di Grugliascogiovani per dare "forma" alla nostra "casetta" hanno immaginato una nuova mobilità. 

Un libro che si apre su 2 pagine in cui si rappresenta una sorta di “quarto stato” di una nuova mobilità sostenibile. Siamo certi che la “casetta” sarà un luogo, uno spazio, che ci “formerà” a cambiare i nostri comportamenti e le nostre abitudini negli spostamenti urbani quotidiani.

Frequentatela! Buone pedalate e tanta felicità o ecofelicità!




Le bici da sogno della 3a C




27.6.17

Sellaronda 2017


Sellaronda 7 anni dopo,  con 7 anni  e 7 chili in più, e un po' di allenamento in meno. Ma la gioia negli occhi è la stessa.

20.8.16

Col de l'Iseran? Fatto


Dichiariamo ufficialmente conclusa per quest'anno la caccia ai colli. Fauniera, Moncenisio, Alpe d'Huez e Col de l'Iseran. 
Ora punterei su morbidissime colline e spaziose pianure...

14.8.16

Alpe d'Huez 2016


La sfida dell'anno. Ho seguito il consorte in auto mentre pedalava affrontando il Col del Lautaret e poi si faceva 30 km verso l'Alpe d' Huez, salita mitica.
Mi son detta: "massì, ci provo, se poi è dura torno indietro".
Al terzo tornante ho pensato di morire. Ma al 21esimo ero molto soddisfatta di me:-)

ALTRE FOTOGRAFIE

Le Marche 2016


Vacanze tra le colline marchigiane, con finale lucchese;-)
Base a Urbino, pedalate alle gole del Furlo, sulle colline sopra Rimini, Riccione, Pesaro, Fano. Visita a Gradara e a San Marino.
Un ricordo speciale dedicato al piccolo paese di Mombaroccio, poco più di 2000 abitanti, ma con un museo della vita contadina ricchissimo e frutto della dedizione dei volontari, e una raccolta di vecchie fotografie incorniciate alle quali i vecchi del paese hanno saputo pazientemente abbinare descrizioni commoventi, con tutti i nomi dei protagonisti della vita attraverso i secoli in questa piccolissima parte di mondo.

ALTRE FOTOGRAFIE

9.8.14

Vento gira nelle scuole


Concorso di idee progetto "VENTO gira nelle scuole!" per studenti della scuola secondaria di secondo grado.
Attraverso la collaborazione con diversi soggetti non profit, e con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il Politecnico di Milano indice un concorso di idee destinato agli alunni delle classi terze, quarte e quinte delle Scuole Secondarie di secondo grado(Licei, Istituti Tecnici e Istituti Professionali) delle 15 province attraversate dal tracciato di VENTO e/o bagnate dal fiume Po. Le classi, coordinate dai rispettivi docenti, dovranno presentare un progetto di itinerario ciclabile locale, originale, che interessi i propri territori e si attesti sulla dorsale cicloturistica VENTO.

23.4.14

Dolceacqua e dintorni


Pedalato, pedalato, pedalato: su per raggiungere i paesini arroccati, giù in discesa veloci sotto il temporale, in piano lungo la vecchia ferrovia dismessa...Bella la Liguria dagli angoli nascosti, dove la calca umana non arriva e lo sguardo si può perdere

Le fotografie

14.7.13

Col du Granon


Sabato salita al Col del Granon (Fr)
Il Colle del Granon è un valico alpino francese situato nelle Alpi Cozie. Si trova nel dipartimento delle Alte Alpi e unisce la Valle della Guisane con la Valle della Clarée.
Una salitaccia e una faticaccia!

Altimetria

12.5.13

Giro della Bra Bra



Come ogni anno da tre anni a questa parte ecco il giro della Bra Bra. 
Quest'anno 98 km, e 1200 mt di dislivello su e giù per le colline e tra i vigneti. 
Una giornata spettacolare, in discesa non si poteva non urlare di gioia! 
In salita poi urlavo "dentro"...