13.4.12

San Pietroburgo


(se cliccate su una foto le vedrete tutte in grande)


Sei giorni a San Pietroburgo. 
Un viaggio in una grandiosa città del Nord in compagnia di una coppia di amici già con noi l'anno scorso in Irlanda. 
Quattro giorni di sole e due di neve, temperature molto vicine allo zero.
Almeno 50 km a piedi e poi chilometri e chilometri in metropolitana (con profondità impressionanti), su trenini locali e sulle marshrutka (minibus che funzionano come autobus, con la differenza che i passeggeri sono liberi di richiedere una fermata in qualsiasi punto lungo il percorso).
San Pietroburgo è la seconda città della Russia per dimensioni e popolazione nonché il porto più importante. Fondata dallo Zar Pietro il Grande sul delta della Neva, dove il fiume sfocia nel Golfo di Finlandia, fu a lungo capitale dell'Impero russo, sede della Corte degli Zar ed oggi è uno dei principali centri artistici e culturali d'Europa.


Abbiamo visto le più belle chiese, camminato a lungo sulla Prospettiva Nevskij, ci siamo fatti bombardare dalle migliaia di opere d'arte del Museo dell'Ermitage, abbiamo camminato sul mare ghiacciato, visto i meravigliosi palazzi dello Zar a Tsarskoe Selo (con la famosa sala d'ambra) e di Petrodvorets (con fantastiche fontane che arrivano fino al mare), abbiamo mangiato ottimi piatti della cucina russa e bevuto buona vodka...

San Pietroburgo ha grandi contraddizioni: è molto inquinata, con un traffico intenso e rumoroso e auto che sfrecciano in città come a Monza, ma i suoi larghissimi marciapiedi sono pulitissimi e non si trova una cicca di sigaretta o una cacca di cane neanche a cercarla...
Ha opere d'arte grandiose e palazzi scrostati, cattedrali meravigliose e periferie terribilmente squallide...Ha negozi e locali con vetrine sotto il livello del marciapiede sporche e non invitanti, ma quando ci entri trovi spazi confortevoli e curati...
Ha ragazze bellissime che camminano su tacchi vertiginosi con minigonne da urlo nonostante la neve e la temperatura sotto zero...Ha tantissime persone che sono impegnate in lavori ormai sostituibili da macchine (chiuse in cabine di gabinetti pubblici o al termine di ogni scala mobile delle tantissime stazioni di metropolitana).

Con l'alfabeto cirillico è davvero un bel problema, ma qualche rara traduzione in inglese e una buona dose di orientamento hanno fatto sì che non ci si sia mai persi...quasi mai insomma...
Con il rublo ce la siamo cavata (per curiosità ora 1 euro vale 38,7246 rubli).
Sicuramente le persone che più ci hanno aiutato dandoci indicazioni e che più ci sono piaciute sono le donne anziane di San Pietroburgo: volti intensi, sguardi intelligenti e simpatici, e tanta disponibilità nel farsi capire anche solo a gesti.

Un dolore diviso è dimezzato, la felicità divisa è raddoppiata

Un amico mi ha mandato questo racconto via mail. Mi è piaciuto molto e quindi lo metto qui.
Due uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d'ospedale.
Ad uno dei due uomini era permesso mettersi seduto sul letto per un'ora ogni pomeriggio. 
Il suo letto era vicino all'unica finestra della stanza. L'altro uomo doveva restare sempre sdraiato. 

I due uomini fecero conoscenza e cominciarono a parlare per ore. Parlarono delle mogli e delle loro famiglie, delle loro case, del loro lavoro, del loro servizio militare e dei viaggi che avevano fatto. 
Ogni pomeriggio l'uomo che stava nel letto vicino alla finestra poteva sedersi e passava il tempo raccontando al suo compagno di stanza tutte le cose che poteva vedere fuori dalla finestra. 
L'uomo nell'altro letto cominciò a vivere per quelle singole ore nelle quali il suo mondo era reso più bello e più vivo da tutte le cose e i colori del mondo esterno. 
La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto. 
Le anatre e i cigni giocavano nell'acqua mentre i bambini facevano navigare le loro barche giocattolo. 
Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e c'era una bella vista della città in lontananza. 
Mentre l'uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi dettagli, l'uomo dall'altra parte della stanza chiudeva gli occhi e immaginava la scena. 
In un caldo pomeriggio l'uomo della finestra descrisse una parata che stava passando. Sebbene l'altro uomo non potesse vedere la banda, poteva sentirla. Con gli occhi della sua mente così come l'uomo dalla finestra gliela descriveva. 
Passarono i giorni e le settimane. Un mattino l'infermiera del turno di giorno portò loro l'acqua per il bagno e trovò il corpo senza vita dell'uomo vicino alla finestra, morto pacificamente nel sonno. L'infermiera diventò molto triste e chiamò gli inservienti per portare via il corpo . 
Non appena gli sembrò appropriato, l'altro uomo chiese se poteva spostarsi nel letto vicino alla finestra. 
L'infermiera fu felice di fare il cambio, e dopo essersi assicurata che stesse bene, lo lasciò solo. 
Lentamente, dolorosamente, l'uomo si sollevò su un gomito per vedere per la prima volta il mondo esterno. 
Si sforzò e si voltò lentamente per guardare fuori dalla finestra vicino al letto. 
Essa si affacciava su un muro bianco. 
L'uomo chiese all'infermiera che cosa poteva avere spinto il suo amico morto a descrivere delle cose cosi meravigliose al di fuori da quella finestra.
L'infermiera rispose che l'uomo era cieco e non poteva nemmeno vedere il muro. 

'Forse, voleva farle coraggio..' disse.  


Epilogo: vi è una tremenda felicità nel rendere felici gli altri, anche a dispetto della nostra situazione. 
Un dolore diviso è dimezzato, ma la felicità divisa è raddoppiata. 
Se vuoi sentirti ricco conta le cose che possiedi che il denaro non può comprare. 
L'oggi è un dono, e per questo motivo che si chiama presente. 

3.4.12

Il filo



“Tieni un capo del filo, con l’altro capo in mano io correrò nel mondo. E se dovessi perdermi, tu tira.”

Margaret Mazzantini

1.4.12

Le terre del Gavi



Che fatica che fatica!!! 
Rientrati da poco da un week end ciclistico: ieri siamo andati a dormire in un agriturismo a Gavi con i nostri amici di pedalate. Cena e vino buoni e tante risate come al solito.
Oggi giro di 95 km con 1250 mt di dislivello, sotto un sole da agosto. 
All'inizio del giro sono caduta praticamente da ferma a un incrocio: dolore acutissimo ad un malleolo, all'inguine e a una spalla, mi sono detta "vacanze di Pasqua addio!" e invece il tutto ha resistito all'urto e sono stoicamente risalita in sella. 

30.3.12

Pulizie di primavera

Ecco la nostra ultima fatica interdisciplinare, un po' scienze, un po' educazione ambientale, un po' educazione alla cittadinanza, un po'...Sudore e divertimento!

27.3.12

Back home

Tornati da Verona questa mattina alle sei...Siamo arrivati secondi per pochi voti, ha vinto una ragazzina meta' giamaicana di Torino, molto carina e brava: Francesca English (qui potete ascoltare un suo brano). 
Nelle semifinali regionali eravamo stati a pari merito.


Noi siamo contenti cosi', per lei il premio (la possibilità di girare un videoclip o registrare un cd) puo' fare la differenza e davvero se lo merita, per noi  era importante esserci per le tante persone del mondo dello spettacolo che ci hanno sentito. 
E poi Verona era così bella, la luce del tardo pomeriggio morbida  e calda, i 19 amici del Sunshine (piccola delegazione davvero) come sempre ottimi per ridere, scherzare ed emozionarsi.

25.3.12

Verona aspettaci!!


Il Sunshine Gospel Choir ha superato le selezioni regionali del Canevel Music Lab, e domani pomeriggio una delegazione (tra cui ci sarò anche io!) partirà per le finali a Verona.
Fateci un "in bocca al lupo", chi vincerà potrà scegliere tra la realizzazione di un videoclip musicale professionale o l'incisione di un cd.


22.3.12

Figure di danza


"A volte si vive per anni con degli amici, è un’occasione rara. Altri amici vanno e vengono a seconda delle loro occupazioni o noi delle nostre. Alcuni stanno con noi mesi, giorni o solamente poche ore, ma ogni amicizia è una conquista durevole.



Credo del resto che l’amicizia, come l’amore, del quale ha un po' la stessa natura, possa paragonarsi a una figura di danza ben riuscita, ci vogliono molto slancio e molto controllo, molta energia e tanta delicatezza, molte parole e molti silenzi e soprattutto molto rispetto".

Marguerite Yourcenar

20.3.12

Si parla di noi

Un bell'articolo scritto dal collega Roberto Sconocchini che riguarda il progetto Che problema e il gruppo "Insegnanti" su Fb (davvero numeroso e vivace!)

19.3.12

I laboratori del mercoledì


In questa mappa ho raccolto l'esperienza di tre anni di laboratorio pomeridiano in classe con bambini e genitori. Potrete vedere tutti i lavori fatti, i progetti sui quali abbiamo e stiamo lavorando, e leggere cosa ne pensano i bambini, i genitori e ...la sottoscritta.

18.3.12

Ma il treno dei desideri dei miei pensieri all'incontrario è VAT!

I problemi crescono...

 
Grazie al gruppo Insegnanti su Fb è davvero facile scoprire, tra i 1700 iscritti, colleghi che portano avanti progetti interessanti e con i quali viene subito voglia di collaborare. 
Oggi ho scoperto questo video della classe 4a C della scuola primaria B Marcello - Caselle direzione di Selvazzano, con la loro insegnante Giuliana Finco.
Bravissimi davvero, e così è stato naturale contattare la collega, parlare in chat anche con il collega Maurizio e acquisire una nuova preziosa collaborazione per il progetto "Che problema".
Piemonte, Veneto e Trentino.
Per ora, perchè si sa che l'Italia è "piena di problemi" ! 
Qui invece un'interessante documentazione didattica sulla produzione di film di animazione con la tecnica dello stop motion, a cura di Adriana Sartore, referente del progetto multimedialità della Direzione Didattica di Cassola (VI).

 

17.3.12

Che bellissimo problema!



Finalmente è pubblico!!
http://cheproblema.blogspot.it/

Dopo mesi di lavoro e di scambi, il progetto che quest'anno io e il maestro Maurizio Zambarda di Arco di Trento e tutti i nostri allievi è aperto al pubblico!
Dopo la bella esperienza fatta l'anno scorso con le api robot ecco una nuova avventura a distanza.
L'idea è semplice ma molto originale e alle spalle ha anni di esperienza di insegnamento e obiettivi chiari ed esplicitati.
Si tratta di una sfida a colpi di problemi, matematici e non, inventati dai nostri allievi sulla base di alcune indicazioni date di volta in volta per le varie sfide. I bambini poi possono risolvere alcuni problemi della classe "avversaria" in classe o a casa, lasciare commenti e soluzioni sul blog, e le due classi votano per ogni sfida i problemi che più sono piaciuti.
Basta un computer, un telefonino o una macchina fotografica che facciano anche video, un blog e tanta fantasia.
Un modo divertente e appassionante per vincere la paura del problema matematico, per imparare a risolvere ma anche a preparare un problema, per giocare con i numeri, per utilizzare semplici strumenti tecnologici nella didattica di tutti i giorni.
Chissà se un giorno io e il maestro Maurizio ci incontreremo "in carne ed ossa", nel frattempo direi che ho trovato in lui un grande compagno di progetti on line!