E bravi i ragazzi dell'istituto comprensivo Castiglione uno di Castiglione delle Stiviere (Mantova).
Una iniziativa interessante, ed esiste anche un blog Salviamo il congiuntivo
Pensieri, parole, opere, e soprattutto omissioni (Mi piace l’ordine, ma non sono praticante)
5.7.07
MAPPE
nell'ambito di un gruppo di discussione sugli organizzatori grafici della conoscenza in ambiente digitale, (FOR) sono state prodotte in collaborazione tra docenti tre mappe concettuali che ritengo particolarmente interessanti.
Mappa sul bullismo e le sue caratteristiche
Mappa sulle soluzioni possibili al fenomeno bullismo
Mappa sul fenomeno Burnout
Mappa sul bullismo e le sue caratteristiche
Mappa sulle soluzioni possibili al fenomeno bullismo
Mappa sul fenomeno Burnout
3.7.07
Sunshine in concerto
Ecco i prossimi appuntamenti del Sushine Gospel Choir
08/07 Chivasso (TO), Piazza Gen. C.A. Dalla Chiesa - ore 21.15 - Concerto inserito nella rassegna Estival, ingresso gratuito.
15/07 Novara - ore 21.15 - Concerto estivo in piazza realizzato collaborazione con The Freedom Family, organizzato dal Comune di Novara. (questo me lo perdo...)
21/07 Morgex (AO), Fiera - ore 21.15 - Concerto organizzato dalla Pro Loco di Morgex all'interno della Fiera.
1.7.07
27.6.07
Decalogo dell'insegnante che si rivolge agli sfigati del terzo millennio
Marco Guastavigna ha scritto un interessante articolo: Decalogo dell'insegnante che si rivolge agli sfigati del terzo millennio.
Lo consiglio a chiunque abbia a che fare con il mondo della scuola e con i ragazzi.
Guardatevi il filmato fatto dai ragazzi e dai professori dell'Istituto professionale statale Tommaso D'Oria di Ciriè (To): un "bullo alla gogna" in piazza, ed i commenti dei passanti...
Lo consiglio a chiunque abbia a che fare con il mondo della scuola e con i ragazzi.
Guardatevi il filmato fatto dai ragazzi e dai professori dell'Istituto professionale statale Tommaso D'Oria di Ciriè (To): un "bullo alla gogna" in piazza, ed i commenti dei passanti...
Rigenerata


A volte bastano anche solo tre giorni, la compagnia giusta (i soliti storditi...) in un bel posto. Non ho bisogno di lunghe vacanze lontano da casa per ricaricarmi.
Tre giorni a Hyer e Porquerolles, con tappa al ritorno per vedere i campi di lavanda in fiore, belli da farti uscire le lacrime.
Ho ancora i polpacci che "urlano" (stare in spiaggia?? Troppo comodo per noi, bisognava camminare per almeno 12 km affrontando l'interno dell'isola...). Ne valeva comunque la pena, il posto è davvero bello!
Con la scusa del movimento fatto abbiamo come al solito mangiato a dismisura.
19.6.07
Tanta fatica...ma che soddisfazione!


Alcuni mesi fa sono stata contattata dall'agenzia Edulife di Verona che si occupa di apprendimento permanente.
Conoscendo i progetti e le iniziative che portiamo avanti come primo Circolo di Rivoli ed il mio lavoro in rete sulla navigazione nel web per i minori avevano piacere di portare a Rivoli un'ottantina di corsisti (!!!) suddivisi in due gruppi, per un incontro in cui avrei potuto raccontare la nostra esperienza.
WOW! Davvero una bella gratificazione!
Ho voluto condividere le due giornate programmate per gli incontri (oggi e giovedì 21) con altri tre colleghi, Elena Serventi di Pavone Canavese, il preside di Pavone Reginaldo Palermo (anche loro contattati da Edulife) ed il prof Dario Zucchini dell'Istituto Majorana di Grugliasco.
La scelta è stata felice: quattro persone che lavorano da anni con passione nel mondo della scuola, con compiti ed a livelli diversi ma con obiettivi e valori comuni, insieme abbiamo saputo presentare un'interessante panoramica su esperienze e progettualità attivate e sulle collaborazioni possibili.
Una bella giornata, insieme a colleghi simpatici ed interessati.
Decisamente una bella carica di ottimismo!
17.6.07
filosofando
"Scopri di più su una persona in un'ora di gioco che in un anno di conversazione". (Platone)
16.6.07
FIRMIAMO!
14.6.07
Ho trovato una frase proprio adatta a me

...E figuriamoci se non l'aveva detta un genio!
«Se una scrivania in disordine è segno di una mente disordinata, di cosa è segno una scrivania vuota?”. »
(Albert Einstein)
Costretta ad essere ordinata contronatura, combatto ogni giorno una battaglia a favore del "disordine creativo". L'unico spazio in cui riesco a volte a far regnare il caos è il Doblò...
8.6.07
E' FINITA LA SCUOLA!
Alle 16,30 i simpatici mostri hanno varcato il cancello e sono volati verso le vacanze...
A una bimbetta di prima in lacrime, per consolarla, ho detto: "guarda me, è dalla prima elementare che ogni anno piango ma a settembre sono di nuovo qui!" ....Mi ha guardata con perplessità, come darle torto.
E adesso?? Come tutti gli anni, finite le incombenze burocratiche che si protrarranno fino al 21, verrò presa da attacchi d'ansia per brusco calo di lavoro.
Lo so, lo so, state pensando già a qualche insulto da scrivere nei commenti...Non ci posso far nulla, è sempre stato così, io la vacanza luuuuunga la patisco!
A una bimbetta di prima in lacrime, per consolarla, ho detto: "guarda me, è dalla prima elementare che ogni anno piango ma a settembre sono di nuovo qui!" ....Mi ha guardata con perplessità, come darle torto.
E adesso?? Come tutti gli anni, finite le incombenze burocratiche che si protrarranno fino al 21, verrò presa da attacchi d'ansia per brusco calo di lavoro.
Lo so, lo so, state pensando già a qualche insulto da scrivere nei commenti...Non ci posso far nulla, è sempre stato così, io la vacanza luuuuunga la patisco!
ALMENO L'ORTOGRAFIA!
Notizia ansa 2007-06-08 09:55
PALERMO - Un insegnante per punire l'alunno che fa il 'bullo' in classe lo obbliga a scrivere cento volte 'Sono un deficiente' sul quaderno. Ma il genitore del ragazzo l'ha denunciata. E adesso il pm ha chiesto per la professoressa la condanna a due mesi di carcere, pena sospesa, per abuso di mezzi di correzione. E' accaduto in una scuola media nel centro di Palermo. La vicenda è raccontata oggi da 'Il Giornale di Sicilia'. Il ragazzino, dodici anni, aveva vietato a un coetaneo l'ingresso nel bagno dei maschi dicendogli 'Tu non puoi entrare, sei gay, sei femmina...'. Il padre si è rivolto ai carabinieri dopo avere detto alla docente: 'Mio figlio sara' deficiente ma lei è una c...'. Il pm Ambrogio Cartosio ha chiesto ora la condanna dell'insegnante di 56 anni. Il processo si svolge con il rito abbreviato davanti al gup Piergiorgio Morosini. La parte civile ha chiesto i danni. L'istituto si trova in un quartiere popolare nei pressi della stazione centrale. Il dodicenne frequentava la seconda media. E' descritto come un ragazzo "molto vivace". Considerato un leader tra i coetanei.
La professoressa di Lettere con trent'anni di lavoro alle spalle ha deciso di punirlo in questo modo per stigmatizzare il gesto da bullo, compiuto all'inizio dell'anno scolastico concluso, nei confronti del compagno di scuola. Sulla vicenda è intervenuto anche il direttore dell'ufficio scolastico regionale, Guido Di Stefano che senza entrare nel merito afferma: "Non esiste una regola generale per i docenti che si trovano davanti a un atto di bullismo. L'unica cosa da fare è non ignorarli. Alcuni docenti preferiscono affrontare il comportamento aggressivo con ironia spiazzando il ragazzo. Ma questo non può funzionare sempre". In ogni caso se la punizione per il ragazzo sarebbe dovuta servire a migliorare le sue nozioni di ortografia è stata inutile. Ha infatti scritto per cento volte "sono deficente", omettendo la"i".
PALERMO - Un insegnante per punire l'alunno che fa il 'bullo' in classe lo obbliga a scrivere cento volte 'Sono un deficiente' sul quaderno. Ma il genitore del ragazzo l'ha denunciata. E adesso il pm ha chiesto per la professoressa la condanna a due mesi di carcere, pena sospesa, per abuso di mezzi di correzione. E' accaduto in una scuola media nel centro di Palermo. La vicenda è raccontata oggi da 'Il Giornale di Sicilia'. Il ragazzino, dodici anni, aveva vietato a un coetaneo l'ingresso nel bagno dei maschi dicendogli 'Tu non puoi entrare, sei gay, sei femmina...'. Il padre si è rivolto ai carabinieri dopo avere detto alla docente: 'Mio figlio sara' deficiente ma lei è una c...'. Il pm Ambrogio Cartosio ha chiesto ora la condanna dell'insegnante di 56 anni. Il processo si svolge con il rito abbreviato davanti al gup Piergiorgio Morosini. La parte civile ha chiesto i danni. L'istituto si trova in un quartiere popolare nei pressi della stazione centrale. Il dodicenne frequentava la seconda media. E' descritto come un ragazzo "molto vivace". Considerato un leader tra i coetanei.
La professoressa di Lettere con trent'anni di lavoro alle spalle ha deciso di punirlo in questo modo per stigmatizzare il gesto da bullo, compiuto all'inizio dell'anno scolastico concluso, nei confronti del compagno di scuola. Sulla vicenda è intervenuto anche il direttore dell'ufficio scolastico regionale, Guido Di Stefano che senza entrare nel merito afferma: "Non esiste una regola generale per i docenti che si trovano davanti a un atto di bullismo. L'unica cosa da fare è non ignorarli. Alcuni docenti preferiscono affrontare il comportamento aggressivo con ironia spiazzando il ragazzo. Ma questo non può funzionare sempre". In ogni caso se la punizione per il ragazzo sarebbe dovuta servire a migliorare le sue nozioni di ortografia è stata inutile. Ha infatti scritto per cento volte "sono deficente", omettendo la"i".
30.5.07
12.5.07
Il direttore e il ...Beppe!
Concerto domani sera

Il nostro prossimo concerto che si terrà domenica 13 maggio (domani!) alle ore 21 presso il Teatro Crocetta di Via Piazzi 25 a Torino.
L'evento è organizzato da TorinoGiovani in collaborazione con CIFA ONG e l'intero ricavato sarà devoluto al progetto che sostiene i bambini di strada di Medan (Indonesia).
Ingressi: Intero 15 euro, ridotto per bambini fino ai 12 anni 8 euro.
Info e prenotazioni: 338.5818712 - 339.2204547 - 347.3228481.
Naturalmente è sempre attiva la INFOLINE SUNSHINE al 333.4502704.
io e Mario

beccati tra il pubblico del seminario indetto da Porteapertesulweb, io e il mio "fulminato" collega e amico Mario sfoggiamo due sorrisi niente male!
5.5.07
Lezioni di informatica dal buco nel muro
Ne avevo già sentito parlare tempo fa, ma leggendo questo articolo penso alle pallosissime lezioni di "informatica" che certi docenti fanno subire ai nostri allievi, per far loro CAPIRE come funziona un computer...Ci vorrebbero "buchi nel muro" anche qui da noi, altro che aule informatiche vecchie ed inutilizzate!
da IFG on line- Istituto Carlo De Martino per la formazione al giornalismo
<< Lezioni di informatica dal buco nel muro
Un buco nel muro, con dentro un computer connesso ad Internet e una telecamera nascosta su un albero a destra del muro. Questo è il progetto di Sugata Mitra, di professione sviluppatore di software, per far arrivare l’informatica nei villaggi più sperduti dell’India rurale.
L’India è uno dei maggiori produttori al mondo di componenti per computer. New Delhi è stata ribattezzata Silicon Valley East, ma l’alfabetizzazione informatica è tra le più basse. Per questo Sugata Mitra, docente alla Newcastle University, ha lanciato il progetto Hole in the Wall (buco nel muro). Il primo computer lo ha inserito nel muro esterno della NIIT, una società indiana leader nel settore dei software, di cui è consulente. Ha radunato un gruppo di ragazzini e li ha invitati a usare quella strana macchina illuminata. In pochi minuti avevano imparato a muovere il cursore, in un paio d’ore stavano navigando in rete. Rajinder, uno dei bambini coinvolti, è diventato subito la star del gruppo: ha scoperto un programma per disegnare e stupito tutti con le sue doti di artista, che prima non sapeva di avere. A chi gli chiede come spende il suo tempo libero risponde: “con quella cosa con cui si può fare tutto”.
Un successo, che Mitra ha pensato subito di ripetere. Il suo secondo tentativo è stato in una scuola media. Si è presentato con un computer portatile e ha chiesto all’insegnante di fisica di scegliere un argomento non trattato in classe e di scrivere cinque domande. Sorridendo, ha preso cinque ragazzi, li ha chiusi in una stanza con il laptop (un oggetto che loro non avevano mai visto) e gli ha dato due ore di tempo per rispondere. Mitra non si è per nulla sorpreso quando, a tempo scaduto, le risposte erano tutte esatte. In due ore avevano imparato come far funzionare un computer e utilizzarlo per i propri scopi. “E’ progetto adatto all’India – spiega Mitra – perché si tratta di self learning, che richiede un investimento drasticamente più basso rispetto a un corso di informatica”.
Soddisfatto dei risultati, Mitra ha iniziato a esportare Hole in the Wall in tutta l’India rurale: nelle bidonville, nei villaggi di pescatori, nelle aree dove si ammassano gli sfollati dopo la costruzione delle dighe. Rapidissimi, i bambini hanno a usare il computer da soli e a scambiarsi informazioni e scoperte. In media in una settimana padroneggiano il mondo degli mp3 scaricati, in due riescono a insegnare qualcosa a Mitra. Per facilitare l’apprendimento, infatti, Mitra aveva installato computer con un touchscreen, senza tastiera, ma un giorno ha trovato sul desktop un file intitolato “I love India”. Stupito, ha dovuto chiedere ai ragazzi come avessero fatto. Semplicemente, avevano scoperto la mappa caratteri di Word e il copia-e-incolla.
Navigando in rete, oltre a migliorare i loro risultati scolastici, i ragazzi – e le ragazze, cosa non semplice in India – hanno anche ottenuto gli applausi degli adulti. Li aiutano a vedere se due città sono collegate da un treno, se il giorno dopo pioverà. E hanno creato anche una nuova lingua, un hindi dell’informatica. Il cursore, ad esempio, è diventato sui, la parola hindi per ago e la clessidra, un oggetto per loro misterioso, è stata ribattezzata samru perché assomiglia (vagamente) al tamburo di Shiva.
Dai dati raccolti, Mitra ha calcolato che in cinque anni potrebbe insegnare a 500 milioni di bambini a utilizzare le funzioni base di un computer. Con questo sistema di apprendimento “condiviso”, senza insegnanti, basterebbero 10 milioni di computer connessi a Internet, un investimento totale di 2 miliardi di dollari. Il governo indiano, però, temporeggia, e nel frattempo Mitra si è rivolto a vari privati. Ma prima di farne i nomi aspetta che il progetto sia più concreto, anche se gli sono chiare le conseguenze: “Ci sarebbe un esplosione di siti in hindi, di pubblicità in hindi, di informazione in hindi”. Ad un certo punto, anche all’estero di studierà hindi.>>
Veronica Fernandes
da IFG on line- Istituto Carlo De Martino per la formazione al giornalismo
<< Lezioni di informatica dal buco nel muro
Un buco nel muro, con dentro un computer connesso ad Internet e una telecamera nascosta su un albero a destra del muro. Questo è il progetto di Sugata Mitra, di professione sviluppatore di software, per far arrivare l’informatica nei villaggi più sperduti dell’India rurale.
L’India è uno dei maggiori produttori al mondo di componenti per computer. New Delhi è stata ribattezzata Silicon Valley East, ma l’alfabetizzazione informatica è tra le più basse. Per questo Sugata Mitra, docente alla Newcastle University, ha lanciato il progetto Hole in the Wall (buco nel muro). Il primo computer lo ha inserito nel muro esterno della NIIT, una società indiana leader nel settore dei software, di cui è consulente. Ha radunato un gruppo di ragazzini e li ha invitati a usare quella strana macchina illuminata. In pochi minuti avevano imparato a muovere il cursore, in un paio d’ore stavano navigando in rete. Rajinder, uno dei bambini coinvolti, è diventato subito la star del gruppo: ha scoperto un programma per disegnare e stupito tutti con le sue doti di artista, che prima non sapeva di avere. A chi gli chiede come spende il suo tempo libero risponde: “con quella cosa con cui si può fare tutto”.
Un successo, che Mitra ha pensato subito di ripetere. Il suo secondo tentativo è stato in una scuola media. Si è presentato con un computer portatile e ha chiesto all’insegnante di fisica di scegliere un argomento non trattato in classe e di scrivere cinque domande. Sorridendo, ha preso cinque ragazzi, li ha chiusi in una stanza con il laptop (un oggetto che loro non avevano mai visto) e gli ha dato due ore di tempo per rispondere. Mitra non si è per nulla sorpreso quando, a tempo scaduto, le risposte erano tutte esatte. In due ore avevano imparato come far funzionare un computer e utilizzarlo per i propri scopi. “E’ progetto adatto all’India – spiega Mitra – perché si tratta di self learning, che richiede un investimento drasticamente più basso rispetto a un corso di informatica”.
Soddisfatto dei risultati, Mitra ha iniziato a esportare Hole in the Wall in tutta l’India rurale: nelle bidonville, nei villaggi di pescatori, nelle aree dove si ammassano gli sfollati dopo la costruzione delle dighe. Rapidissimi, i bambini hanno a usare il computer da soli e a scambiarsi informazioni e scoperte. In media in una settimana padroneggiano il mondo degli mp3 scaricati, in due riescono a insegnare qualcosa a Mitra. Per facilitare l’apprendimento, infatti, Mitra aveva installato computer con un touchscreen, senza tastiera, ma un giorno ha trovato sul desktop un file intitolato “I love India”. Stupito, ha dovuto chiedere ai ragazzi come avessero fatto. Semplicemente, avevano scoperto la mappa caratteri di Word e il copia-e-incolla.
Navigando in rete, oltre a migliorare i loro risultati scolastici, i ragazzi – e le ragazze, cosa non semplice in India – hanno anche ottenuto gli applausi degli adulti. Li aiutano a vedere se due città sono collegate da un treno, se il giorno dopo pioverà. E hanno creato anche una nuova lingua, un hindi dell’informatica. Il cursore, ad esempio, è diventato sui, la parola hindi per ago e la clessidra, un oggetto per loro misterioso, è stata ribattezzata samru perché assomiglia (vagamente) al tamburo di Shiva.
Dai dati raccolti, Mitra ha calcolato che in cinque anni potrebbe insegnare a 500 milioni di bambini a utilizzare le funzioni base di un computer. Con questo sistema di apprendimento “condiviso”, senza insegnanti, basterebbero 10 milioni di computer connessi a Internet, un investimento totale di 2 miliardi di dollari. Il governo indiano, però, temporeggia, e nel frattempo Mitra si è rivolto a vari privati. Ma prima di farne i nomi aspetta che il progetto sia più concreto, anche se gli sono chiare le conseguenze: “Ci sarebbe un esplosione di siti in hindi, di pubblicità in hindi, di informazione in hindi”. Ad un certo punto, anche all’estero di studierà hindi.>>
Veronica Fernandes
29.4.07
Alberando

Molto divertente! Oggi abbiamo fatto gli "zii" e abbiamo portato i figli della nostra amica al parco Alberando di Rivoli: immerso nel verde, proprio dietro al castello, con tanti percorsi di diversa difficoltà. Un bel modo per vivere la natura, "saltando" da un albero all'altro!
I due piccoli "mostri" si sono divertiti come matti, imbragati e con moschettoni e carrucole hanno affrontato cavi in salita e in discesa, ponti tibetani di tutte le fogge e passaggi piuttosto complessi.
Ormai siamo considerati "quelli che fanno fare le cose pericolose", la prossima volta cosa dovremo inventarci? Avete suggerimenti (8 e 12 anni, non esagerate con il rischio, please!)
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