29.3.16

Van Gogh Alive, che delusione...


Siamo stati tra i primi a visitare la mostra Van Gogh Alive a Torino.
1. C'e' scritto sul biglietto di Ticket one di presentarsi con largo anticipo invece tutti in coda fino all'ultimo istante.
2. Due code: una veloce per chi ha gia' i biglietti e una per gli altri: dopo 6 gradini tutti bloccati davanti a un unico banco.
3. Probabilmente in ritardo con i lavori, si sentono colpi di martello e rumoracci, tende nere semi aperte mostrano magazzini disordinati.
4. Tolgo e metto gli occhiali piu' volte ma non è una mia impressione, le grandi immagini proiettate sono sfocate.
5. Sale non ben oscurate e faretti puntati male: altro che immersivo.

6. Dopo 10 minuti siamo usciti, una delusione, probabilmente gli spazi del palazzo delle Belle Arti non sono adeguati, comunque l'effetto di stupore promesso non c'e' stato.

Attendo il parere di altri...

18.3.16

I movimenti della Terra




Ancora una volta "annoto" qui due risorse molto interessanti scoperte in rete e segnalate da Roberto Sconocchini. Mi serviranno in futuro, ma ora possono già essere utili ad altri:-)

Cliccate sulla prima immagine: è interattiva.

16.3.16

Non mi rifiuto


“NON MI RIFIUTO” è il primo esempio di campagna di educazione ambientale musicale, che parla ai più giovani con il linguaggio del rap a loro molto familiare.
Scopo dell’iniziativa è formare i ragazzi, generalmente i più sensibili alle tematiche ecologiche, facendo in modo che diventino contestualmente anche testimonial di un messaggio positivo nei confronti delle famiglie.
L’iniziativa è stata sostenuta e resa possibile grazie al supporto dei Consorzi Nazionali per il Riciclo degli Imballaggi in Legno, Carta, Vetro, Acciaio e Alluminio.

10.3.16

Italia Donati, maestra




Un carissimo amico mi segnala questo spettacolo, con piacere gli dedico uno spazio
“Italia Donati, maestra” di Claudio Vittone
Liberamente ispirato al romanzo "Prima della Quiete" di Elena Gianini Belotti
regia Massimiliano Giacometti

Teatro Civico Garybaldi di Settimo Torinese – Via Partigiani 4 Venerdì 18 e sabato 19 marzo 2016
ore 21,30
per prenotazioni 011 643038 (dal lunedì al venerdi ore 14-18) 011 8028501 (dal lunedì al venerdi ore 16-19) 



6 giugno 1886
Povera Italia
In un paesino sui monti attorno a Pistoia un corteo funebre si avvia al cimitero. In testa due preti, poi la bara con una corona di rose e ginestre, poi una decina di bambine. Nessun altro, né uomini, né donne né ragazze. L’intero paese di Porciano, l’infame Porciano, è rimasto in casa per desiderio della morta.
La morta è la maestrina Italia Donati. E’ arrivata in paese un paio d’anni prima, guadagna quarantacinque lire al mese con cui mantiene, oltre a se stessa, tutta la famiglia che abita a pochi chilometri. Prende alloggio in casa del sindaco dove. Ha 20 anni, ha entusiasmo, è gentile e affabile. Ma ha un difetto fatale: è bella. Immediatamente cominciano i pettegolezzi. Al sindaco, bell’uomo con barbetta bionda, che vive disinvoltamente con la moglie e un’amante, viene attribuita anche la conquista della maestrina. Poi si mormora del figlio del sindaco. Poi si sussurra del brigadiere dei carabinieri. La povera Italia è oggetto continuo di sorrisetti, allusioni, insinuazioni, talvolta di insulti aperti.
La ragazza chiede il trasferimento; le assegnano una scuola in un paesino vicinissimo che comunque, per bocca del sindaco, rifiuta “lo scarto di Porciano”. Italia non ha amici, nessuno che la difenda e allora chiede lei stessa un esame clinico ufficiale sulla propria verginità. Medico e ostetrica confermano e la cosa viene annunciata in consiglio comunale.
Non siamo in uno sperduto villaggio africano, non siamo nel Medioevo, ma nella civilissima Toscana, culla del Rinascimento, terra di grandi personaggi che hanno dato gloria e fama all’Italia. Ma Italia, la maestrina, non esce dal cerchio infernale del gossip. Ricominciano le voci, i sospetti, le certezze assolute che stavolta sia incinta. Troppo pallida, troppo sciupata e trasandata.
La ragazza è alla disperazione. Scrive alcune lettere, poi si allontana dal paese verso il mulino, raggiunge una specie di piccolo stagno fangoso tra due pareti di roccia, lascia in terra il grembiule rosso e si getta nell’acqua. Una donna di passaggio riconosce il grembiule, sospetta il peggio e quando lo stagno viene lentamente svuotato, appare infatti la sagoma nera della maestrina, morta per difendere il suo onore.
In una delle lettere chiede un’altra perizia sulla propria illibatezza e di essere sepolta nel malandato cimitero, senza la partecipazione degli infami. Sulla lapide, in vernice rossa, le sole iniziali ID. Non c’è una vera inchiesta, nessuno è indagato, tutti giurano di essere stati suoi amici, il parroco ammette di aver sentito quelle maldicenze e di non avergli dato peso: erano solo voci di paese.

Massimo Gramellini 



"La solitudine di una giovane e bella ragazza, maestra, in un paese che le diventa ostile per le insinuazioni della gente. Le vengono attribuiti vari amanti, dal sindaco al brigadiere dei carabinieri per finire al figlio del sindaco. La povera maestrina è oggetto di sorrisetti, allusioni, insinuazioni e anche insulti aperti.
Al tempo dell’unità d’Italia l’analfabetismo era altissimo. I vari governi del tempo si erano proposti di stroncarlo istituendo scuole rurali in ogni frazione, ma i comuni lesinavano e non avevano fondi disponibili. Le insegnanti erano malpagate, maltrattate, confinate in aule indecenti, private di materiale didattico e persino del gesso e dell’inchiostro, erano giovani ragazze isolate tra la gente diffidente e ostile all’intrusa e all’istruzione, soprattutto perché sottraeva i bambini al lavoro dei campi. Le maestre hanno avuto il grande merito di insegnare a leggere e a scrivere, tra enormi disagi e difficoltà, a generazioni di scolari dell’Italia unitaria. La storia personale della Donati si inserisce nella storia del nostro paese: un paese chiuso, arretrato, misogino e pieno di pregiudizi.
Mano a mano che lo leggevo, mi rendevo conto che mi sarebbe piaciuto metterlo in scena.
Solitudine e maldicenza è l’atmosfera che regna in questo testo.
E’ uno spettacolo sulla calunnia, sul fango che si getta, alle volte, solo perché si è belle e istruite come Italia Donati. Una vicenda d’altri tempi, quella d’Italia, in cui la condotta morale di una fanciulla, aveva, in ogni senso rispetto ad oggi, un altro peso ... ma non fino in fondo: non sta ad esempio riaffiorando ultimamente, con l’estendersi del precariato, il problema del ricatto sul posto di lavoro?
Ci sono sempre più donne che muoiono dentro, attraverso la lapidazione, a causa di mariti e padri padroni, altre che patiscono soprusi come l'infibulazione. Donne senza diritti che subiscono in silenzio le angherie di presunti esseri che sono tutto fuorché umani. Lo spettacolo è anche una importante opportunità per riflettere su questa condizione umana.
Condizione che per certi aspetti non è cambiata dalla fine dell’Ottocento, quando la storia di Italia Donati avviene.
Nello spettacolo era importante dar voce a Italia che, voce non ne ha mai avuta nella vicenda, dar voce attraverso il racconto dei personaggi che l’anno attraversata, quasi un’orazione funebre che precede la sua morte, un riaffiorare alla memoria attraverso il suo desiderio di riportare alla luce, quella luce che si è spenta sul fondo del bacino del mulino. Italia assiste i personaggi quasi come uno spettro vagante, nella confessione per restituirla alla storia.

... credo che questa storia ci debba “muovere” qualcosa nelle nostre coscienze e non sia solo emozione, indignazione, non sia solo pietà per ciò che è accaduto un tempo, ma farci riflettere, che lì dietro l’angolo tutto ciò succedere ancora oggi."

Massimiliano Giacometti 

6.3.16

La rivoluzione scientifica



Un bel lavoro della collega Chiara Spalatro, me lo salvo qui per non perderlo!

3.3.16

Scegli l'Italia: un concorso per insegnanti


Agli insegnanti che partecipano viene chiesto di progettare un'uscita didattica alla ricerca della bellezza dell'Italia, privilegiando itinerari innovativi che raccontano da punti di vista inediti e originali i luoghi da visitare, attraverso esperienze che coinvolgano attivamente gli studenti.

Il premio Scegli l'Italia è rivolto ai docenti delle classi 4^ e 5^ della scuola primaria e della scuola secondaria di I e II grado.
La partecipazione al premio è gratuita con la possibilità di iscrizione entro il 30 giugno 2016.
Saranno messi in palio 3 premi, uno per ogni tipologia di scuola. Un voucher per i 2 docenti che hanno organizzato l’uscita per trascorrere un weekend in un luogo d’eccezione dove godere della bellezza dell’Italia.